REGIONALI | Centrosinistra pronto a calare gli assi, ecco i candidati del Vibonese
Se il campo del centrodestra è decisamente intasato, non si può dire che a sinistra la situazione sia più fluida. Anzi, il desiderio di partecipare alla contesa anche qui è molto sentito. Partendo dalla coalizione di Amalia Bruni, sostenuta da Partito democratico, Movimento Cinquestelle e Tesoro Calabria di Carlo Tansi, i nomi che circolano sono svariati. Nel Pd, sono accreditati di una candidatura quasi certa sia Luigi Tassone, il consigliere regionale uscente di Serra San Bruno che si è ribellato da tempo al suo padrino politico Brunello Censore, che Raffaele Mammoliti, già segretario regionale della Cgil, al quale l'impresa non riuscì nel 2020 per una manciata di voti. Verosimilmente saranno entrambi della partita per palazzo Campanella. E le donne? Anche al Pd vibonese sembrano al momento delle perfette sconosciute.
Nelle altre liste a sostegno della scienziata lametina, invece, compariranno i nomi di Domenico Consoli, già primario del reparto di Neurologia dell’ospedale Jazzolino e fuori dall’assise per una manciata di voti lo scorso anno e Antonino Maglia, presidente dell’Ordine dei medici. Quanto al Movimento Cinquestelle, la corsa a palazzo Campanella vedrà impegnato il capogruppo in Consiglio comunale Domenico Santoro, sostenuto dall’area del partito che fa riferimento al parlamentare Riccardo Tucci. Carlo Tansi, infine, potrebbe affidarsi sul territorio provinciale al docente Nicola Rombolà.
Tanta carne al fuoco anche per quel che concerne il fronte de Magistris. Con il sindaco uscente di Napoli, non è ancora chiaro in quale lista, correrà l’ex candidato a sindaco ed al Consiglio regionale nel 2020 Antonio Lo Schiavo che già lo scorso anno non andò molto lontano dall’elezione. Ma ci sono pure altre candidature in ballo, considerato il numero di liste che l’ex magistrato si prepara a schierare. I nomi più ricorrenti, sul territorio vibonese, sono quelli di Cecilia Poggi, Michele Rombolà e Pino Grillo.
Resta da esplorare il fronte di Oliverio. E qui ritorna in ballo l’opzione Bruno Censore. L’ex parlamentare, di cui il Partito democratico ha pensato da tempo di poter fare a meno, sarebbe pronto a rientrare in gioco accanto al suo ex grande amico, con il quale, sul finire della consiliatura 2014, si era consumata una frattura importante a quanto pare rimarginata. Ma ancora il nodo non è stato sciolto.
