Tre i suoi volumi già dati alle stampe. Opere con cui l’autore ha consegnato alla letteratura, i suoi valori, la sua rivoluzione, la sua partenza verso un altro mondo

di VINCENZO VARONE

Mileto con le sue mille magie di città che ti rimane nel cuore, dovunque vai, dovunque la racconti. Città di cui senti l’odore, l’ebrezza, le sue litanie, il sapore della sua notte e della sua natura, nonchè lo scorrere della sue stagioni. Luogo antico ed eterno, accogliente e ingannevole, segnato come tanti luoghi della Calabria di Corrado Alvaro, Fortunato Seminara e Saverio Strati dalla sua diaspora perenne, dal pregiudizio sempre in agguato e dalle sue tante acrobazie sul filo delle notti insonni e dal gioco perverso tra la vita e la morte di cui compari e comparucci non hanno mai perso il vizio.

Vincenzo Mazzeo - figlio di questa terra, emigrato sin dagli anni dell’adolescenza come tanti della sua età sognante nella Lombardia dell’opulenza e del lavoro duro ma certo, scrittore dalla penna carica di sentimenti e di amore infinito per la sua terra, che ha vissuto l’infanzia nel rione Calabrò, luogo dalla natura viva e pulsante segnato da partenze e dai addii dolorosi - questa Mileto da anni la racconta nei suoi libri, in cui riesce con la bellezza della sua scrittura a raccontare storie tenere e amare nello stesso tempo e a consegnarci attraverso la sua biro i luoghi dello spirito e dell’anima della nostra comunità e personaggi semplici e quindi veri e straordinari dal cuore nobile che altrimenti sarebbero caduti nell’oblio.

I volumi dati alle stampe da Vincenzo Mazzeo sono complessivamente tre: “Le mie radici” pubblicato nel 1999 da “Studio editoriale Fiorentino”, che rappresenta tra l’altro un vero e proprio recupero della memoria, il romanzo “Ritrovarsi nel tempo” del 2005 della Casa editrice Marna e “Non ritornerò a Primavera”, pubblicato da “Pellegrini editore”. Opere, con cui l’autore ha consegnato alla letteratura, i suoi valori, la sua rivoluzione, la sua partenza verso un altro mondo, i suoi ritorni nei luoghi dove tutto è cominciato, il suo mondo, la sua Calabrò, la sua gente e la sua storia di uomo libero fuori dal coro e soprattuto di figlio di Mileto per sempre.