Secondo il Corriere Toscano, per la Dda, Pieroni si sarebbe reso disponibile nella campagna per le elezioni regionali tra maggio e giugno 2020 a presentare un emendamento sui rifiuti Keu in cambio dei voti del distretto conciario, che aveva lo scopo di ottenere norme che esonerassero il Consorzio Aquarno dall’Aia, l’autorizzazione ambientale per i rifiuti speciali. L’emendamento passò in Consiglio regionale ma la norma venne abrogata dallo stesso Consiglio nel maggio del 2021.
Convocati per l’udienza preliminare anche i vertici delle associazioni di conciatori di Santa Croce e del consorzio Aquarno, alcune imprese del distretto orafo aretino e imprenditori, alcuni dei quali anche collegati all’articolazione ‘ndranghetista Gallace di Guardavalle. Nonostante la presenza di sostanze altamente inquinanti, il Keu – secondo la Dda – sarebbe finito in attività edilizie ma anche sotto la strada regionale 429, tramite gli impianti di smaltimento di Francesco Lerose, imprenditore ritenuto legato alla cosca Gallace. Sulla base delle indagini dirette dalla Dda, lo smaltimento illecito del Keu avrebbe consentito notevoli risparmi, tagliando i costi di oltre 24 milioni di euro. Oltre al filone legato alle concerie di Santa Croce, c’è un filone aretino legato al presunto smaltimento illecito dei rifiuti della Chimet e della Tca.
