L’associazione “Convegni di Cultura Beata Maria Cristina di Savoia” fu fondata a Roma nel 1937 con lo scopo di promuovere la formazione e la cultura di ispirazione cristiana, attraverso una presenza attiva nella vita ecclesiale e sociale. Attiva da decenni anche a Vibo Valentia, sotto la spinta dell’attuale presidente, Franca Garoffolo Cantafio, sta dando vigore alla sua “mission” che si realizza attraverso incontri culturali, ma anche di catechesi, lezioni e conferenze in coerenza con gli “spunti di riflessione” annualmente inviati dal Convegno Nazionale. Posto preminente nella programmazione degli eventi ha il “Premio Letterario Maria Cristina di Savoia”, istituito nel 1965 con cadenza biennale. Proprio per questo, si deve annoverare come un successo del “Convegno” vibonese l’essere riusciti a portare a Vibo Valentia, in occasione del recente Festival Leggere&Scrivere, la vincitrice dell’ultima edizione del Premio Letterario, Myriam De Luca.




Introdotta e brillantemente presentata dalla presidente del Convegno di Vibo Valentia, Franca Garoffolo Cantafio, l’incontro si è sviluppato lungo una linea dialogante che ha mantenuto alta l’attenzione del numeroso pubblico presente. Come è stato evidenziato, "Via Paganini 7", il romanzo della scrittrice palermitana Myriam De Luca vincitrice dell’ultima edizione del Premio Letterario Maria Cristina di Savoia, pone al centro del racconto lo sguardo dolce e vivace di Viviana, incorniciato da un sorriso solare e sempre disponibile, spesso in contrasto con la malinconia della sua esistenza. La storia, infatti, a tratti serena e a tratti avventurosa, ma anche dolorosa della giovane siciliana che vive un "non rapporto" - caratterizzato da silenzi e incomprensioni - con la sua famiglia e le sue origini, è in continuo mutamento.

“Tra le pagine di questo romanzo – ha evidenziato durante la presentazione a Palazzo Gagliardi, la Presidente Garoffolo Cantafio – scorre l'inquietudine prima, il dolore poi, fino a giungere ad una nuova ed inaspettata presa di coscienza che sconvolgerà la vita della protagonista. Tutto sembra difficile all'inizio, a volte impossibile. Viviana non riesce a scorgere alcuna luce in direzione del proprio futuro fino a quando, proprio attraverso una "spietata" esperienza dolorosa, stana il suo malessere dalla parte più nascosta di se stessa. Ancora una volta il richiamo alla vita implode dentro di lei, restituendole la voglia di vivere!”.

D’altronde, a conferma del valore del romanzo vincitore di quello che ormai viene definito “Lo Strega al femminile”, c’è da ricordare che, nel frattempo, l’opera di Myriam De Luca è pure diventata una pièce teatrale a firma di Carlo D’Aubert. Lo spettacolo, in un solo atto, per l’interpretazione dell'attrice Antonella La Licata, evidenzia a sua volta, gli aspetti della vicenda che intreccia sogno e incubo in una simbiosi mentale, emozionale e introspettiva.