ELEZIONI 2018 | Il Pd fa sprofondare anche il ministro Minniti. Ecco tutti gli sconfitti "eccellenti"
Fuori dal Parlamento Gentile junior, Tallini, Aiello e Talarico. Nel centrosinistra flop per Nico D'Ascola, Nicodemo Oliverio e Ferdinando Aiello
Clamorosa sconfitta elettorale del ministro dell'Interno Marco Minniti, classificatosi solo al terzo posto nel collegio uninominale di Pesaro con il 27% dei voti (dietro al Pentastellato Andrea Cecconi, che ha ottenuto il 34% e la candidata del centrodestra Annamaria Renzoni, 31%).
Bocciato Gentile junior. Nel collegio uninominale Castrovillari 1 per la Camera, appare ormai acquisita, in Calabria, la vittoria di Carmelo Massimo Misiti, medico ortopedico, candidato dei Cinquestelle, su Andrea Gentile, avvocato, candidato di Forza Italia e del centrodestra. Gentile è figlio di Antonio, senatore uscente nonchè sottosegretario all'Economia, e nipote di Pino, vicepresidente del Consiglio regionale. I Gentile sono una dinastia politica molto radicata a Cosenza. Andrea, nel 2014, fu al centro di un vero e proprio caso che portò il padre alle dimissioni dalla carica di vice ministro del governo Renzi, quando la notizia di un avviso di garanzia al figlio finì sul quotidiano locale "Calabria Ora".
Non eletto il candidato massone. Non è stato eletto al Senato il professore Bruno Azzerboni, candidato del Movimento 5 Stelle nel collegio uninominale di Reggio Calabria, espulso dai vertici pentastellati perchè al momento dell'accettazione della candidatura non aveva comunicato una sua passata iscrizione a una loggia massonica. Azzerboni è stato sconfitto dal candidato del centrodestra Bruno Siclari.
Caporetto Pd. Sconfitte "eccellenti" in casa del Partito democratico. Fuori dal Parlamento gli uscenti Ferdinando Aiello, Nicodemo Oliverio e Bruno Censore, tutti e tre in terza posizione nei rispettivi collegi. Bocciato anche Luigi Incarnato a Castrovillari e Giacomo Mancini a Cosenza, il consigliere regionale Antonio Scalzo che si era candidato al Senato.
Bocciati. Male Nico D'Ascola a Reggio Calabria dove era candidato anche l'ex presidente del Consiglio regionale Franco Talarico. Fanno scalpore pure le bocciature di due "giganti" delle preferenze: Mimmo Tallini e Piero Aiello, entrambi battuti nel collegio di Catanzaro. Stessa sorte per il deputato uscente di "Liberi e Uguali", Nico Stumpo, che ha scontato il basso risultato registrato da "LeU" in Calabria dove si era ricandidato quale capolista alla Camera. Forza Italia invece non e' riuscita a riconfermare i senatori uscenti Paolo Naccarato, che era candidato alla Camera nel collegio uninominale di Cosenza, e Piero Aiello, in corsa al Senato nel collegio uninominale di Catanzaro: a prevalere su Naccarato e Aiello sono stati, rispettivamente, le pentastellate Anna Laura Orrico e Silvia Vono.
Nient Quorum. E dopo 4 legislature non siederà più in Parlamento nemmeno Pino Galati, candidato quale capolista al Senato di "Noi con l'Italia", che non ha raggiunto il quorum necessario in Calabria. Oltre agli uscenti non riconfermati, tra i non eletti figurano anche molti volti storici della politica calabrese. Come il segretario nazionale del Cdu, Mario Tassone, che, pur con nove legislature già alle spalle, si è ricandidato nel proporzionale "Nord" della Camera con "Noi con l'Italia", rimasto bel al di sotto del quorum necessario per far scattare il seggio.
