"Fata Morgana", tra gli indagati anche il presidente della Provincia Raffa e un ex giudice
Imprenditori, amministratori pubblici, funzionari, professionisti ed anche un ex magistrato ed un cancelliere della Corte d'Appello tra le persone coinvolte nell'inchiesta
Sono numerose le persone finite sul registro degli indagati nell'ambito dell'operazione Fata Morgana. Imprenditori, amministratori pubblici, funzionari, professionisti ed anche un ex magistrato. C'è di tutto nell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria che questa mattina ha portato al fermo di sette persone.
Indagati eccellenti. Tra gli indagati figurano anche il presidente della Provincia Giuseppe Raffa (nella foto a sinistra), il consigliere provinciale Demetrio Cara, l'ex magistrato ( già procuratore di Palmi) Giuseppe Tuccio, il cancelliere capo della Corte d'Appello Aldo Inuso e, ancora, l'avvocato Rocco Zoccali e l'ex presidente della Reggina Calcio Pino Benedetto, l'ex assessore comunale Amedeo Canale, Andrea Scordo, Domenico Pietropaolo, Gaetano Tortorella, Saverio Genovese Zerbi, Michele Serra, Giuseppe Strangio, Domenico Arcò e Giovanni Pontari.



"La Perla dello Stretto". Con l'inchiesta "Fata Morgana" è stata colpita "quella parte della 'ndrangheta che l'ha resa forte anche dal punto di vista economico, che ha rapporti con la politica, con le amministrazioni locali, con dirigenti e funzionari pubblici. E' una parte esponenziale della 'ndrangheta della provincia di Reggio Calabria". Lo ha detto il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho. Tra i fermati, ha proseguito il magistrato, ci sono anche i "titolari di supermercati, quindi distribuzione alimentare di alto livello che dal punto di vista economico hanno portato avanti il centro commerciale La Perla dello Stretto, anche li muovendosi con un metodo sostanzialmente 'ndranghetista imponendosi al consorzio di imprenditori che avevano aderito a quel gruppo. E' una parte molto rilevante dell'economia di Reggio Calabria".
Pericolo di fuga. "I fermi - ha concluso De Raho - sono stati disposti per il pericolo di fuga di alcune posizioni che abbiamo trattato e che erano strettamente connesse alle altre per le quali siamo dovuti intervenire. Qualcuno stava già traslocando e portando via tutto dalla città evidentemente aveva notizia di questo".
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