Rientro in classe fa flop a Vibo, la stragrande maggioranza degli studenti rimane a casa
Il ritorno a scuola si è rivelato un flop. Nella giornata di ieri, la stragrande maggioranza della popolazione scolastica è rimasta a casa. La cartina di tornasole sono i dati relativi alla prima giornata di lezione nelle scuole riaperte dopo la sospensiva dell'ordinanza sindacale da parte del Tar. Nella scuola Don Bosco, c'erano poco più di 150 studenti su una popolazione complessiva di oltre mille studenti. Nella sede principale della scuola media Garibaldi, erano appena 46 gli studenti in aula con alcune classi interamente deserte. Alla scuola Media Murmura, infine, gli studenti in classe erano appena 80 su 670 iscritti. Attività sospese ieri, infine, alla scuola De Amicis ed al Convitto Filangieri. Insomma, le famiglie e la paura del contagio hanno vinto anche sul provvedimento dei giudici amministrativi. Chiuso il comprensivo Vespucci di Vibo Marina. "I ragazzi potranno tranquillamente proseguire da casa con la Didattica a distanza. Prima bisognerà sanificare - ha detto la dirigente Maria Salvia -. Non è la scuola a poter garantire la sicurezza sanitaria. Noi possiamo assicurare il rispetto delle regole. Sin da agosto avevo ipotizzato quanto si è verificato". Poi ha allargato la polemica: "Per avere un commissario alla sanità siamo diventati la barzelletta d'Italia. E non vorrei che si addossassero colpe sui nostri medici, sui professionisti del Dipartimento di Prevenzione che ci aiutano e ci sostengono ogni giorno". Piuttosto, "il Tar -la cui ordinanza io rispetto - ha generato solo confusione, dando l'ennesima mazzata all'unità del sistema scuola. Una scuola triste, nella quale questi bambini non si possono abbracciare, dove non si sente il calore dei docenti".
