La piantagione di “canapa indana” era composta da 397 piante, di altezza media di metri 3 circa

Una vasta piantagione di canapa è stata rinvenuta nel Reggino. Nello specifico, i militari della stazione dei carabinieri di Bagnara Calabra, unitamente a quelli dello “Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria”, nell’ambito di mirati servizi tesi all’attività di contrasto alla produzione e traffico di sostanze stupefacenti, a conclusione di prolungato servizio di osservazione, hanno rinvenuto nella frazione "Ceramida" una piantagione di “canapa indana”, composta da nr. 397 piante, di altezza media di metri 3 circa e, a seguito di perquisizione all’interno di un casolare ivi ubicato, hanno colto nella flagranza dei reati di coltivazione, produzione e detenzione di sostanze stupefacenti:

- VIOLI Francesco, di anni 39, celibe, nullafacente, già noto alle forze dell'ordine.;
- DELFINO Mariano, di anni 29, coniugato, nullafacente, già noto alle forze del'ordine.;
- DELFINO Rocco Graziano, di anni 30, coniugato, nullafacente, già noto alle forze dell'ordine ;
- A.C., di anni 28, celibe, nullafacente;
- Un diciassettenne;

I militari, agli ordini del capitano Giuliano Carulli, comandante della Compagnia Carabinieri di Villa San Giovanni, a seguito della perquisizione, li avrebbero sorpresi intenti ad essiccare e a tritare sostanza stupefacente del tipo “marijuana”, per un totale di kg 30 (trenta) circa pronta per essere immessa sul mercato. L’intera piantagione, a seguito di campionatura per successivi accertamenti di laboratorio, è stata estirpata e distrutta, mentre la sostanza stupefacente, già in essiccazione, è stata sottoposta a sequestro. I soggetti, tutti tratti in arresto, al termine delle incombenze di rito, sono stati associati presso la casa circondariale di Reggio Calabria “Arghillà”, ad eccezione del minore che è stato invece condotto presso la propria abitazione, in regime arresti domiciliari, tutti in attesa del giudizio direttissimo. L’ennesimo rinvenimento di elevati quantitativi di droga e piantagioni nell’area di Bagnara Calabra, conferma come quest’area del reggino sia florido crocevia di interessi delittuosi connessi alla produzione e traffico di sostanze stupefacenti.

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