Sant'Anna, Legambiente risponde al Comune di Vibo: "I dati parlano chiaro, serve intervenire sulla depurazione"
L'associazione difende il monitoraggio di Goletta Verde a Marina di Bivona. Nonostante la polemica politica, i campionamenti confermano criticità strutturali che vanno risolte per tutelare l'ambiente e il turismo
Non si placano le tensioni tra l'Amministrazione comunale di Vibo Valentia e Legambiente in merito agli esiti della campagna Goletta Verde 2026. Al centro del dibattito, il campionamento effettuato lo scorso 27 giugno presso la foce del torrente Sant’Anna, in località Marina di Bivona, che ha evidenziato concentrazioni di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali ben oltre le soglie consentite, portando l'area a essere classificata come "Fortemente Inquinata".
Di fronte alle critiche giunte dal primo cittadino vibonese, Legambiente Calabria ha ribadito con fermezza l'attendibilità dei propri rilievi. L'associazione sottolinea come, da quarant'anni, Goletta Verde operi attraverso rigorosi protocolli scientifici, concentrandosi in particolar modo sulle zone critiche come foci di fiumi e scarichi.
"È paradossale – spiegano da Legambiente – che, invece di analizzare le cause profonde dell'inquinamento, si scelga di mettere sotto accusa chi svolge un lavoro di monitoraggio civico a tutela della salute pubblica e del territorio". L’associazione precisa inoltre che il monitoraggio di Goletta Verde non intende sostituirsi ai controlli istituzionali, ma agisce come un sistema di allerta per segnalare criticità che richiedono interventi tempestivi.
I dati raccolti dai volontari il 27 giugno, in una giornata caratterizzata da condizioni meteorologiche stabili e caldo intenso, hanno mostrato una situazione di degrado non solo microbiologico ma anche visivo, con presenza di alghe, schiume e rifiuti solidi nel sito di prelievo. Sebbene le acque circostanti risultino classificate come "eccellenti" dall'Arpa, il punto specifico alla foce del Sant’Anna continua a presentare, a intermittenza, valori fuori norma, spesso condizionati da fattori morfologici e strutturali.
Legambiente chiarisce che la tutela dell'immagine del mare calabrese non passa attraverso il negazionismo, bensì attraverso la trasparenza e l'azione concreta.
Dal canto suo, l'Amministrazione comunale ha fatto sapere, tramite l'assessore all'Ambiente Antonio Montuoro, di aver già avviato i processi necessari per affrontare le problematiche idriche. Legambiente, pur mantenendo un ruolo di vigilanza attiva, si dichiara pronta a collaborare con le istituzioni che dimostreranno una reale volontà di affrontare le sfide ambientali, nell'ottica di consegnare alle future generazioni un mare più sano e sicuro.
