Il bergamotto calabrese è conosciuto a livello mondiale per le sue notevoli proprietà organolettiche e curative, utilizzato in cucina e, soprattutto, nel settore cosmetico, grazie al suo profumo fresco e floreale, alla capacità di fissare il bouquet aromatico dei profumi e di esaltare le fragranze di altre essenze, fino ad oggi la Calabria deteneva il primato a livello mondiale per la coltivazione dei bergamotti e, sin dal 2001, ha avuto riconosciuta la DOP che tutela non solo l’uso alimentare dell’agrume, ma soprattutto l’olio essenziale di bergamotto, riconoscendone il valore in cosmesi e profumeria.
Chi lavora nella filiera agricola e agroalimentare calabrese, invece, rivendica da tempo un riconoscimento, l’Igp Bergamotto di Reggio Calabria, che valorizzi il frutto in prodotti agroalimentari regionali a marchio, qualifica ancora non ottenuta. Ed è per questo che un comitato di produttori ha scritto direttamente al ministro Lollobrigida invitandolo sul territorio facendogli anche avere una specifica petizione firmata da 170 aziende e operatori del comparto, rappresentativi del territorio bergamotticolo dei 50 comuni della provincia di Reggio Calabria.
D’altra parte quanto avvenuto in questa pazza estate dal caldo torrido di fine luglio che ha quasi azzerato la produzione di bergamotto, causando in più zone la perdita di almeno il 70% del prodotto, agli incendi di agosto, ha messo in crisi l’intero comparto con un rischio sia economico che climatico.
Molti coltivatori di bergamotto a questo punto non si sentono più rappresentati dal Consorzio che tutela dell’essenza DOP e puntano direttamente a Roma.
“L’ottenimento dell’Igp del frutto e dei suoi derivati – scrivono nella petizione - tutelerà invece una volta per tutte, seriamente e immediatamente, una produzione che da sempre è alla base dell’economia rurale del territorio e consentirà di poterla far conoscere in Europa e non solo, visto che i grandi acquirenti del prodotto fresco richiedono proprio l’Igp. L’Unione Europea da più di un decennio punta all’Igp per l’ortofrutta e alla DOP per le altre produzioni: il contrario sarebbe anacronistico in ogni caso”
Quindi chiedono di accelerare l’iter dell’Igp promosso nel 2021 da circa 300 aziende ed enti per più di 500 ettari e di individuare ulteriori azioni di salvaguardia e valorizzazione concreta per una filiera, sia quella agricola che del food, che merita parimenti la giusta attenzione.