Raccolta dei rifiuti a Mileto, si prospettano aumenti della tassa comunale
Decisa presa di posizione, in qualità di cittadino del Comune di Mileto, di Cristian Vardaro sulle problematiche legate alle tariffe e alla raccolta dei rifiuti nella città normanna. “Prendo spunto - esordisce Vardaro - da alcune notizie riportate sui social in merito all'ultima riunione dell’Ato che gestisce i rifiuti, in cui si è deciso di aumentare il costo di conferimento in discarica e, quindi di un probabile aumento della tariffa per i cittadini onesti che pagano la spazzatura, a cui è seguito l'invito da parte del Sindaco Giordano a differenziare ancora di più”.
La ditta. L’esposizione del cittadino miletese prosegue con una serie di dati: “Per come dichiarato qualche tempo fa dall’assessore al ramo, l'amministrazione di Mileto ha ereditato un percentuale di raccolta differenziata pari al 48% (probabilmente riferita all’anno 2018); nell’anno 2019 la percentuale è stata del 50,85% e nel 2020 del 57,69%, dati fornitomi dal sindaco tempo fa che, dovrebbero essere riportati sul sito del Comune, nel portale della trasparenza - gestione dei rifiuti urbani, visto che spesso si sventola la bandiera della trasparenza ma nei fatti non si attua. L’attuale ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti ormai da anni - prosegue Vardaro - ha sottoscritto, per come da gara d’appalto un nuovo contratto per la durata di 24 mesi a partire dal primo giugno 2019, stesso periodo di insediamento di questa amministrazione che, durante la campagna elettorale aveva promesso: “La revisione e riorganizzazione della raccolta differenziata attraverso azioni mirate, tese a sensibilizzare con iniziative informative e culturali una raccolta differenziata seria, sistematica e continua, finalizzata al risparmio economico attraverso soluzioni con microchip che consentano agevolazioni per i cittadini più virtuosi oltre all’opportunità di un indotto occupazionale”.
L'analisi dell’autore della nota si sofferma poi sulla ditta appaltatrice che “dal canto suo ha sottoscritto un contratto per due anni, impegnandosi a <informare e sensibilizzare tutte le utenze affinché contribuiscano al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata per i due anni successivi attraverso affissioni, comunicati stampa, incontri nelle scuole, per come previsto dall’art. 30 del capitolato speciale d’appalto; inoltre, in base all’art. 25 dello stesso capitolato, avrebbe dovuto fornire i sacchetti biodegradabili per la raccolta dell'umido; infine, nel caso non venisse raggiunta la percentuale minima stabilita, la ditta si impegnava a sostenere il corrispettivo del costo di trattamento e smaltimento della quantità di rifiuti urbani indifferenziati pari alla differenza tra la percentuale raggiunta (50,85% nel 2019 e 57,69 nel 2020) ed il minimo atteso (65%) art. 42 del capitolato>”.
Promessa mancata. Per Vardaro in virtù di quanto esposto “sembra di capire che l’amministrazione Giordano a distanza di due anni e mezzo non solo non ha mantenuto quanto promesso in campagna elettorale per far sì che vengano premiati quei cittadini onesti e allo stesso tempo virtuosi a discapito di quanti non pagano affatto la spazzatura, ma addirittura ha buttato alle ortiche quella opportunità di risparmio per i cittadini e di indotto occupazionale che la Regione Calabria aveva proposto attraverso la realizzazione di una discarica nel nostro territorio, opportunità che forse vedrà la luce nel territorio del Comune di Dinami”.
Le clausole. Ed ancora che questa amministrazione non è riuscita nemmeno a far rispettare le varie clausole del contratto d’appalto con l’aggravante che ha corrisposto e continua a corrispondere mensilmente la cifra di oltre 51.000,00 euro quando invece, avrebbe dovuto applicare la penale per il mancato raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata e quindi un risparmio non solo per le casse comunali ma anche per i cittadini, quei cittadini che pagano onestamente i tributi”. A questo punto la domande che l’autore della presa di posizione si pone sono le seguenti: quanti sono quelli che non pagano la spazzatura? E cosa ha messo in atto questa Amministrazione per contrastare questa illegalità diffusa ormai da anni?".
Le conclusioni. Per Vardaro, a tal riguardo, “non si può scaricare la responsabilità sempre sulla cittadinanza quando le responsabilità sono di altri. L’autore della nota chiede, infine, “di conoscere i motivi veri per i quali ancora non sono state attivate le isole di prossimità- promessa anche questa fatta in campagna elettorale, ma che a distanza di due anni e mezzo continuano ad essere cattedrali nel deserto”. Il tutto “naturalmente - conclude Vardaro - nell’assoluto silenzio di una minoranza evanescente”.
