Lo scontro politico a Zambrone si infiamma. Con una nota durissima, il gruppo di opposizione "Rinascita per Zambrone" risponde punto su punto al recente comunicato della giunta e alle integrazioni del Presidente del Consiglio. Il clima è teso: la minoranza definisce le accuse ricevute come un "prevedibile tentativo" di oscurare una realtà amministrativa che, a loro dire, sarebbe ben diversa da quella raccontata dai vertici del Comune.

Al centro della contesa c’è l’idea stessa di amministrazione. «Da quattro anni — spiegano i consiglieri di opposizione — il nostro impegno è restituire le discussioni del Consiglio Comunale ai cittadini, portandole fuori dalle mura del palazzo». L’obiettivo dichiarato è quello di una cittadinanza attiva, informata sui fatti e non ridotta a spettatrice passiva di decisioni calate dall’alto. Quella che la maggioranza bolla come "azione strumentale", per Rinascita è invece un resoconto oggettivo di una gestione rimasta troppo a lungo chiusa nelle stanze del potere.

La minoranza rivendica un percorso di crescita politica basato sullo studio e sull'ascolto del territorio. «Non ci siamo improvvisati. Ogni nostra interrogazione è frutto di valutazioni tecniche e legali, oltre che delle segnalazioni di disservizi da parte di cittadini e imprese». Il gruppo sottolinea come il fastidio mostrato dalla giunta nasca proprio dalla fine dell'era dell'"uomo solo al comando": «Con il confronto costante, il rischio per chi amministra è quello di essere finalmente "sgamati"».

L’articolo tocca poi il nervo scoperto della presunta coesione della maggioranza. L'opposizione solleva interrogativi pesanti: se il gruppo è unito, perché i consiglieri restano in silenzio in aula lasciando parlare solo il sindaco? Ma soprattutto, Rinascita chiede chiarezza sul "dietrofront" istituzionale: «Perché il presidente del Consiglio e il vicesindaco non spiegano i motivi reali che li avevano portati a voler firmare la sfiducia, per poi tornare precipitosamente sui loro passi?». L'azione dei consiglieri di minoranza, si legge nella nota, non punta a distruggere, ma a rompere una "quiete amministrativa" forzata e apparente.

Infine, il passaggio più amaro riguarda gli attacchi alla sfera personale. La giunta aveva fatto riferimento alla "storia personale" dei membri dell'opposizione, un'affermazione giudicata «gravemente offensiva delle nostre capacità e della nostra storia familiare». La minoranza ribadisce che la propria critica riguarda esclusivamente ruoli e competenze, senza mai aver messo in dubbio la sensibilità umana dei colleghi. La conclusione è un appello alla dignità politica e alla coerenza: «Denigrare noi significa denigrare la parte di popolazione che ci sostiene. La nostra onestà intellettuale e l'amore per il territorio non saranno scalfiti dai comunicati della maggioranza». Per Rinascita per Zambrone, il tempo del silenzio è ufficialmente scaduto.