A cadere nell'agguato fu un cuoco ventiduenne di Piani d'Acquaro. Ferito il fratello che avrebbe implorato l'assassino a non sparare

Un'esecuzione atroce che sconvolse un intero territorio quella di Rosario Mazza, il 22enne ucciso a Piani di Acquaro, nel Vibonese, il 19 gennaio dello scorso anno, per un semplice sguardo all'interno di un bar con conseguente spintone.

Ebbene, il pubblico ministero titolare dell'inchiesta Claudia Coluccio ha chiesto per gli imputati condanne per complessivi 74 anni di carcere dinanzi al gup del Tribunale di Vibo Valentia. Alla sbarra, Alessandro Ciancio, esecutore reo confesso del delitto, per il quale l'accusa ha chiesto 28 anni di carcere;  il padre Cosimo Ciancio, per il quale la richiesta di pena e' di 24 anni di carcere; e Giuseppe Ciancio, per cui sono stati chiesti 22 anni di reclusione.

Rosario Mazza lavorava come aiuto cuoco in un ristorante di Laureana di Borrello (Rc) ed in occasione dell'omicidio è rimasto ferito il fratello Simone che, vedendo il fratello Rosario cadere a terra, ha implorato pieta' chiedendo di essere risparmiato da colpi d'arma da fuoco. Alessandro Ciancio pero' non si sarebbe fermato esplodendo piu' colpi anche contro il secondo giovane.