Codacons diffida Asp Catanzaro: "Mancano anche fazzoletti e carta igienica"
"Riceviamo segnalazioni sulla mancanza dei minimi presidi di sicurezza non solo per il personale del Servizio 118, nelle Guardie Mediche, per i medici di medicina generale, nei Poliambulatori ed anche negli istituti penitenziari di pertinenza di codesta ASP. In particolare assai grave viene descritta la situazione nei Poliambulatori di Catanzaro, Borgia, Botricello, Chiaravalle, Lamezia Terme, Nocera Terinese, Sersale, Soverato, Soveria Mannelli, Taverna e Tiriolo dove, non solo mancano mascherine, guanti e gli altri altri dispositivi di protezione individuale, obbligatori quando il lavoro impone distanze inferiori ad un metro, ma perfino fazzolettini e carta igienica". È quanto denuncia Francesco Di Lieto, vice presidente del Codacons, che ha presentato una formale diffida all'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.
Negato il diritto alla salute dei cittadini. "Una situazione intollerabile - si legge nella diffida - che rischia di negare il diritto alla salute dei cittadini e di affollare le strutture centrali che, soprattutto in momenti come questi, sono in trincea per fronteggiare un vero e proprio assalto. Senza dimentica che laddove il personale sanitario dovesse ammalarsi, sarebbe impossibile offrire un servizio fondamentale alla popolazione".
Fornire agli operatori i dispositivi di protezione. Per queste ragioni è stata diffidata la dirigenza dell’ASP di Catanzaro "affinché provveda alla fornitura immediata a tutto il personale - operante presso il servizio 118, presso i citati poliambulatori nonché nei presidi presso gli istituti penitenziari ai MMG - dei dispositivi di protezione individuali in mancanza dei quali il personale non può e non deve assolutamente svolgere le attività comandate". "Resta inteso che - conclude l'associazione dei consumatori - in caso di mancato, parziale, negativo od intempestivo riscontro, la scrivente si riserva chiedere all’autorità giudiziaria competente di valutare se nella fattispecie descritta siano ravvisabili gli estremi del reato punito dall’articolo 328 del codice penale (rifiuto e omissione d'atti d'uffico, ndr) o altra più grave ipotesi di reato".
