1968-2018 | Lamezia Terme compie mezzo secolo, 50 anni tra mafia e premi
Festa grande per la città in un clima per certi aspetti surreale: il teatro è stato addobbato, ma lo scioglimento pesa come un macigno
Mezzo secolo festeggiato in un clima non propriamente festoso per la terza città della regione, Lamezia Terme. Festa e tentate polemiche nel teatro comunale Grandinetti che ha fatto da casa all'evento. Presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni, i commissari e anche il prefetto di Catanzaro Luisa Latella. A popolare sono stati i ragazzi delle scuole, premiati per le opere multimediali che hanno realizzato per il mezzo secolo della città .
Ad intervenire per primo al Grandinetti, ? Basilio ? ?Perugini,? ? ? ?figlio del senatore Arturo che ha? ?detto : "Lamezia è una città sfortunata che in questi anni non è riuscita del tutto a realizzarsi, però, non è quella che viene dipinta in questi ultimi tempi. Lamezia non è una città mafiosa, è una città fatta di gente onesta".
Dichiarazioni che portano alla riflessione dinnanzi alla realtà storica della città, sciolta 3 volte per infiltrazioni mafiose, l’ultima volta qualche settimana fa. Una città intrisa di malaffare, ‘ndrangheta che, come veleno invisibile, invade tutti coloro che rimangono nel limbo che precede la scelta tra l’onesta’ e la mafiosita’. Durante le premiazioni alle scuole sono saliti sul palco 7 istituti che hanno ritirato i loro premi. Successivamente è stato donato un quadro, realizzato dal notaio Notaro, lametino di origini, attualmente, bolognese adottivo, alla famiglia del medico Zofrea che verrà esposto al “Giovanni Paolo II”, così come dichiarato dallo stesso direttore generale Perri, presente alla celebrazione.
Un premio anche per Daniele La Scala che ha realizzato il logo per i 50 anni. Infine numerosi ricordi e saluti, tra questi uno rivolto a Tonino Iacopetta, intellettuale e antropologo cittadino. La serata è proseguita con una messa in ricordo dei coniugi Aversa, uccisi per mano della mafia, la stessa che viene negata ma che permea la città, morti il 4 gennaio 1992. I festeggiamenti sono tutt’ora in corso e proseguiranno sino a tarda serata (f.t)
