La trasparenza amministrativa non può essere un optional, ma un obbligo di legge. È questo il grido d’allarme lanciato da Marcello Mattioli, esponente del gruppo "Tre-Spighe" ed ex consigliere comunale, che punta il dito contro l'attuale gestione dei lavori pubblici nel borgo vibonese. Al centro della contestazione c'è, in particolare, l'infinito cantiere di Piazza Umberto I, un'opera che sta mettendo a dura prova la pazienza dei residenti e la tenuta del traffico cittadino.

«In data 11 marzo 2026, ho inviato una pec ufficiale al Comune a nome di un folto gruppo di concittadini per chiedere informazioni certe sulla fine dei lavori in Piazza Umberto I», spiega Mattioli. «Ad oggi, però, regna il silenzio assoluto». Sebbene non siano ancora scaduti i 30 giorni previsti dalla legge per il riscontro, il problema è di natura politica e civile: il cronoprogramma originale è stato superato di oltre un anno senza che la cittadinanza ricevesse alcuna spiegazione pubblica.

La chiusura prolungata della piazza ha creato un vero e proprio "imbuto" per la viabilità locale. Piazza Umberto I rappresenta infatti uno snodo cruciale per il centro urbano, essenziale per il passaggio dei mezzi pesanti e per il normale deflusso del traffico. Due anni di percorribilità ridotta hanno ormai esasperato automobilisti e commercianti della zona.

Secondo Mattioli, il caso della piazza non sarebbe un episodio isolato, ma rifletterebbe un preoccupante modus operandi dell'amministrazione in carica. L'elenco delle opere pubbliche in attesa di risposte o avvolte nell'incertezza è lungo: dall'ex Mercato Coperto al depuratore, passando per il campo sportivo, l'ex Cenacolo e i lavori al cimitero.

«Le pubbliche amministrazioni hanno il dovere, secondo il Codice dei Contratti Pubblici e il Decreto Trasparenza, di garantire la massima accessibilità ai dati sull'esecuzione delle opere», incalza l'ex consigliere.

Prima di procedere a segnalazioni formali alle Autorità competenti per tutelare le prerogative istituzionali e i diritti dei cittadini, il gruppo "Tre-Spighe" sollecita un intervento chiarificatore immediato.

«La cittadinanza chiede risposte, non privilegi», conclude Mattioli. «Chiediamo il ritorno alla normalità nelle procedure e nel rispetto dei bisogni della comunità. Restiamo in attesa di un segnale di dignità istituzionale da parte del sindaco».