Presunta malasanità all'ospedale di Gioia Tauro, il Tribunale di Palmi assolve i tre medici
Domenico Saraceno, Giuseppe Capo e Luigi Napoli erano accusati dell'omicidio colposo del gioiese Domenico Sgrò dopo la denuncia della famiglia
Tutti i medici sono stati assolti per non avere commesso il fatto. Si conclude il processo su un presunto caso di malasanità con la sentenza emessa dal Tribunale di Palmi nella mattinata di ieri. Il giudice Carlo Alberto Indellicati ha accolto le richieste giunte dalla procura e dal collegio difensivo, assolvendo dall’accusa di omicidio colposo i medici dell’ospedale di Gioia Tauro Domenico Saraceno, Giuseppe Capo e Luigi Napoli.
Il caso Il Tribunale si è espresso sul caso del decesso di varapodiese Domenico Sgrò, avvenuto il 16 marzo 2010 all’ospedale di Cosenza. Erano coinvolti nel processo anche Domenico Giannetta, sindaco di Oppido Mamertina, la cui posizione è stata stralciata e poi assolto, e Antonino Di Certo, deceduto durante la fase dibattimentale.
La vicenda che aveva portato al decesso di Sgrò era iniziata al pronto soccorso dell’ospedale di Polistena, dove all’uomo era stata diagnosticata una colica addominale. A Polistena, però, nel reparto di Chirurgia non si era trovato un posto libero e così era stato deciso di trasferirlo in ambulanza all’ospedale di Gioia Tauro.
Al presidio ospedaliero della città del porto, Sgrò ci sarebbe rimasto solo 4 ore, ma il peggiorare del suo quadro clinico aveva spinto i sanitari gioiesi al ricovero all’ospedale Cosenza. Lì Sgrò morirà il giorno dopo il suo arrivo per insufficienza respiratoria. I figli e la moglie dell’uomo, subito dopo la sua morte, hanno denunciato i medici di Gioia Tauro alla procura di Cosenza.
Il processo Dopo avere escusso 50 testimoni, nella giornata di ieri il pubblico ministero e il collegio difensivo, che ha dimostrato attraverso una copiosa documentazione e avere sentito diversi periti la correttezza dell’operato dei sanitari, hanno discusso chiedendo l’assoluzione dei medici coinvolti. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Franco Bagnoli, Pasquale Loiacono, Roberta Coriani e Armando Attinà.
