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Sarebbe stata corteggiata da un ragazzo poco più grande, conosciuto nell’ambiente scolastico, e convinta a inviare foto intime che poi sarebbero state diffuse ad altri coetanei. È la vicenda su cui indaga la Procura, che vede coinvolti otto minorenni con le ipotesi di diffusione di materiale pedopornografico e istigazione al suicidio.

Il caso è emerso a Biella dopo la denuncia presentata dalla famiglia della ragazza, una 15enne, che si è rivolta alla Polizia postale accompagnata dai genitori. Da quel racconto sono partite le indagini per ricostruire la catena di condivisione delle immagini e l’eventuale coinvolgimento di altri studenti.

Secondo quanto riportato da “La Stampa”, al centro della dinamica ci sarebbe anche l’utilizzo di funzioni di messaggistica che consentono l’invio di contenuti temporanei. In particolare, la funzione “View Once” di WhatsApp avrebbe permesso la circolazione di foto destinate a scomparire dopo l’apertura, ma che sarebbero state comunque salvate con dispositivi esterni e poi diffuse.

Gli inquirenti stanno verificando se le immagini siano state ulteriormente condivise o eventualmente oggetto di scambio tra più soggetti. L’indagine punta anche a chiarire il contesto delle pressioni subite dalla minore e la successiva diffusione dei contenuti tra altri studenti, elemento alla base dell’ipotesi di reato più grave.