Ecco tutte le misure previste a partire da venerdì in Italia e soprattutto in Calabria, dichiarata zona rossa dal Governo per l'eccessivo numero di contagi dal coronavirus e la contemporanea inefficienza del proprio sistema sanitario.

Coprifuoco. “Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 nessuno può circolare, indipendentemente se ci si trovi in una zona rossa, arancione o verde, sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”. Nelle zone rosse è invece vietato ogni spostamento, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute.

Mobilità. Nelle aree ad alto rischio che ricadono negli scenari 3 e 4 indicati nel documento dell’Istituto superiore di sanità (Iss) – quelle caratterizzate da uno scenario di ‘elevata gravità e quelle nelle quali ci sono situazioni di ‘massima gravità – “è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori verso altre regioni“. Dove è istituita la zona rossa è vietato di fatto anche qualsiasi spostamento anche all’interno dei Comuni o delle province, diverse da quelle di residenza, domicilio o abitazione salvo le comprovate esigenze per motivi di lavoro, salute e urgenza che vanno motivati con l’autocertificazione. Consentito invece il rientro alla propria abitazione e il trasporto dei figli alle scuole con didattica in presenza.

Scuola. La mascherina sarà obbligatoria alle elementari e alle medie, anche quando i bambini sono seduti al banco, “salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili” con l’uso della mascherina. Nelle zone rosse anche per la seconda e terza media sarà in vigore la didattica a distanza. Scuole in presenza solo servizi per l’infanzia, primarie e il primo anno di medie. Anche tutti i corsi universitari si svolgeranno con didattica a distanza tranne i corsi di medicina e relativi tirocini.

Traporti. A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e di quello ferroviario regionale è consentito “un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento”; ciò con esclusione, però, del “trasporto scolastico dedicato”, ossia gli scuolabus.

Sport. Nelle zone rosse sospese le attività sportive, comprese quelle presso centri e circoli sportivi, anche se all’aperto tranne quelle riconosciute dal CONI. E’ consentito “svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo” di mascherine. Si può svolgere “attività sportiva esclusivamente all’aperto” e da soli. Nel resto d’Italia i circoli sportivi restano aperti, ma è vietato l’uso degli spogliatoi.

Negozi, ristoranti e centri commerciali. Chiuse le attività di negozi e mercati e restano aperti solo alimentari, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie. Chiusi bar, pasticcerie, pub e ristoranti. Sono possibili le consegne a domicilio e fino alle 22 la ristorazione con asporto. Restano sempre aperte invece le librerie, le cartolerie e altri punti vendita come quelli di cibo per animali e articoli sportivi.

Parrucchieri e barbieri. Rispetto a quanto scritto nella prima bozza, il Governo ha deciso che resteranno sempre aperti anche nelle zone rosse. Chiusi invece i centri estetici.


Consentite le messe.
Il testo prevede che “il legale rappresentante dell’ente” individui “la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo conto della distanza minima di sicurezza, pari a un metro frontale e laterale”. “L’accesso alla chiesa resta contingentato da volontari e/o collaboratori. Laddove la partecipazione attesa dei fedeli superi significativamente il numero massimo di persone consentite si consideri l’ipotesi di incrementare il numero di celebrazioni liturgiche”. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare mascherine.