Da luogo di ritrovo a desolante parcheggio, nel giorno dell'addio c'è chi pensa a quel che piazza Martiri d'Ungheria è stata a Vibo e che da tempo non è più

di Maurizio Bonanno

Ci sono momenti e situazioni che assumono un valore simbolico al di là della stessa volontà. Ci sono luoghi in una città che rappresentano valori ben oltre il semplice fatto di esserci. Non c’è dubbio che a Vibo Valentia la cosiddetta Piazza Municipio lo è, e soprattutto lo è stata almeno per un lustro, da quando fu così concepita e realizzata: luogo di ritrovo per numerose generazioni di vibonesi di tutte le età che l’avevano eletta spontaneamente a punto di riferimento, luogo di incontro, di appuntamenti e passeggiate e, dunque, custode di storie - pubbliche e intime, personali e di gruppo - favorita dal modo in cui era stata concepita architettonicamente, incorniciata da palme che l’hanno fino ad oggi caratterizzata con stile inconfondibile.

Ma da qualche tempo, come se fosse strettamente legata alla storia della città, questa piazza che per decenni aveva pullulato di vita, lentamente si era trasformata in malinconico parcheggio, con i vibonesi ad allontanarsene inesorabilmente scegliendo altri luoghi e vie dove passeggiare, incontrarsi, anche solo ciondolare pigramente.

Ammantata di abbandono e solitudine, di degrado e smog, anche quelle palme che per decenni hanno troneggiato su piazza Martiri d’Ungheria (ricordiamoci che questo è il vero nome della piazza) conservando e proteggendo un patrimonio di ricordi e di nostalgia dei bei tempi che furono, si sono intristiti fino ad ammalarsi.

Certo, la colpa è di quel maledetto punteruolo rosso che ha fatto strage di palme e non ha risparmiato nemmeno quelle di piazza Municipio; certo, negli anni c’era stato il tentativo di salvarne qualcuna inizialmente sopravvissuta al punteruolo, ma già nel febbraio del 2016 i vigili del fuoco avevano dovuto provvedere a tagliarne una tra quelle sostituite.

Tra vari affidamenti e revoche da parte del comune si era arrivati alla primavera di quello stesso anno per stabilire che 25 piante avrebbero dovuto essere tagliate con urgenza. Eppure, con un ultimo atto di affettuosa pietà, si era cercato di rinviarne la dipartita fino allo scorso 29 dicembre quando l’amministrazione comunale ha affidato alla Multiservice “il taglio di piante pericolose”: una spesa da 8.500 euro “per evitare pericoli alla pubblica incolumità” e per decretare la fine di un simbolo, di un’immagine – la piazza e le sue palme – che è stata identità e storia di intere generazioni.

E così, mentre la ditta incaricata dal Comune ha iniziato a tagliare quello che era rimasto delle piante aggredite dal punteruolo rosso, in tanti passando si sono fermati ad assistere all’abbattimento di queste palme vivendo l’emozione di chi sente di stare presenziando ad un rito laico che accompagna un pezzo di storia che se ne va per sempre!