L'Aifa ha sospeso in via precauzionale la somministrazione del vaccino prodotto da AstraZeneca, dopo alcune morti sospette in Italia ed in Europa. L'Agenzia italiana del farmaco è intervenuta dopo che Germania, Francia e Olanda avevano assunto la medesima decisione. Ed inevitabilmente è stato sollevato un polverone su tutto il vecchio continente.

Il vaccino Astrazeneca, peraltro, è quello somministrato al personale docente di tutto il nostro Paese. Nei giorni scorsi, la campagna vaccinale ha avuto il via libera in Calabria ed anche a Vibo Valentia, dove il siero è stato iniettato ai docenti di alcuni istituti del capoluogo e della provincia. Ebbene, dopo lo stop imposto dall'Aifa, tutto è destinato, già dalla giornata di domani, a fermarsi.

D'altronde, ben 5mila dosi di Astrazeneca erano giunte alla Punta dello Stivale per provare a liberare dall'incubo Covid il personale scolastico. Ma l'Azienda sanitaria provinciale ha una via d'uscita per evitare di bloccare un processo che, tra mille difficoltà, era partito. Ovvero, utilizzare per la vaccinazione dei docenti le oltre 2140 dosi di vaccino Pfizer e Moderna, salvate in extremis dalla sommossa dei sindaci del Vibonese, guidati dal presidente della Conferenza dei sindaci Maria Limardo, rimaste in frigo. In quel modo potrebbe essere coperto il 50% del personale della scuola sul territorio provinciale. E soprattutto si eviterebbe di buttar via quelle dosi che imprudentemente stavano per essere consegnate senza battere ciglio all'Asp di Reggio Calabria. Una decisione che non renderebbe vana la protesta più significativa della politica vibonese negli ultimi anni, a fronte di un Asp che passa di commissario in commissario senza che nulla cambi!