Francesco Alemanni, professionista da decenni impegnato nella capitale, sosterrà, per i Verdi, la candidatura di Gianfranco Mascia alle primarie del prossimo sei marzo

Torna di frequente a Vibo Valentia per trovare il papà e incontrare gli amici. A Roma, dopo essersi laureato in Economia e Commercio,  frequenta le associazioni di Calabresi presenti nella capitale dove da anni partecipa attivamente alla vita politica. E sarà della partita anche alle prossime amministrative Francesco Alemanni, da anni punto di riferimento dei Verdi sui sette colli, dopo aver rivestito incarichi dirigenziali alla Regione Lazio con l'allora assessore all'Ambiente Angelo Bonelli, quando alla guida dell'ente c'era Piero Marrazzo. Da quel momento la storia del movimento ecologista ha subito una battuta d'arresto dalle Alpi allo Stretto. Per risollevarla, i Verdi punteranno su Gianfranco Mascia alle primarie per il Campidoglio in programma il prossimo 6 marzo.

Ma davvero in Italia e a Roma c'è ancora una speranza per i movimenti ecologisti?

La verità è che in Italia non esiste una coscienza ecologista, prevale l'egoismo rispetto al perseguimento del bene comune.

Eppure i Verdi sono il terzo gruppo parlamentare europeo

Altrove siamo molto considerati, mentre nel nostro paese ci chiamano in causa soltanto quando arrivano le disgrazie

Quale input serve perché possiate rimettervi in gioco?

Servirà votare per Gianfranco Mascia, il nostro candidato alle primarie per il Campidoglio del prossimo sei marzo. Un ecologista covinto, già animatore del popolo viola

Sono innumerevoli le emergenze a Roma. Da dove ricominciare?

Bisognerà ripartire dal decoro urbano. Questa è una città abbandonata, sporca e insicura. Fondamentale sarà anche rilanciare il servizio di trasporto pubblico. Roma è la capitale europea con la media più alta di automobili per abitanti (800/1000). Berlino e Parigi hanno volumi decisamente inferiori. Dovranno essere implementati tram e metropolitane, perseguendo l'idea della chiusura del centro storico. Se sarò eletto consigliere comunale mi batterò perchè si pedonalizzi, come Marino aveva provato a fare, la rotonda dinanzi al Colosseo. Ci vorranno più piste ciclabili e zone pedonali. Dovremo costruire una città a misura di bambino e di anziano.

In che modo si può andare incontro all'infanzia e soprattutto alla terza età?

In diversi modi. Comincerei dal garantire più asili nido pubblici, dalla valorizzazione e sistemazione  delle aree verdi con aree gioco/incontro e formative per i più piccoli, dall'abbattimento delle barriere architettoniche e dallo stanziamento di più fondi per assicurare l'assistenza alle persone anziane e disabili

A proposito di degrado, bisognerà rilanciare anche i quartieri dormitorio, ridare respiro alle zone periferiche della capitale?

Non si può più prescindere dalla riqualificazione delle periferie. Penso a Tor Bella Monaca. E si deve invertire il trend degli ultimi decenni che ha visto la lottizzazione da parte dei costruttori di vaste aree nelle quali non è mai stato possibile garantire servizi. Penso a un quartiere dormitorio come Ponte di Nona che non si è pensato di collegare al centro della città mediante la metropolitana.

Troppo suolo consumato nei posti meno opportuni?

Già, da qui in avanti bisognerà consumare meno terreno agricolo favorendo lo sviluppo dell'agricoltura di qualità e sul biologico. Basta cementificare ulteriormente! Ci sono 200mila abitazioni sfitte. Si è abbandonata edilizia popolare a vantaggio di quella privata con il risultato che i costruttori si sono visti costretti a vendere, alla fine, gli immobili alle banche.

Obiettivi raggiungibili, secondo lei, puntando sulla politica che, in questo ambito, viene perseguita  dall'attuale esecutivo che continua a promuovere le trivellazioni?

Il Governo Renzi ha dimostrato che in Italia una rivoluzione generazionale è possibile. Prima dell'attuale Presidente del Consiglio, sempre e solo dinosauri della politica hanno guidato il paese. Certo, manca una visione ecologista.

Si riferisce alla politica delle trivellazioni...

Uno dei temi forti che ci allontana dall'esecutivo sono indubbiamente le trivellazioni. Invece che premiare efficienza energetica e fonti rinnovabili, si trivellano le coste, patrimonio più grande del nostro paese. Da indagini abbastanza attendibili, peraltro,  risulta che il petrolio che si andrebbe ad estrarre alimenterebbe l'Italia per appena nove settimane. Mentre altrove esaurisce la propria spinta l'economia fossile, noi decidiamo di rimanere legati a schemi che tutti reputano obsoleti.

Dunque, bisogna invitare tutti ed in primi la vasta comunità calabrese a Roma a vota una svolta.

Sì, bisogna votare Mascia #fuoricontrollo.

Cosa significa #fuoricontrollo?

Vuol dire fuori controllo da parentopoli, da affittopoli, dagli apparati. Significa più ecologia e un clima nuovo per Roma.

La capitale è nutrita di Calabresi. In che modo potreste venire incontro alla nostra terra?

Indubbiamente bisognerebbe portare più cultura in Calabria. Rimettere al servizio della nostra terra esperienze vissute, idee di innovazione per dare slancio al territorio, alle piccole e medie imprese attraverso la Green Economy.

Saprebbe come intervenire sul dramma costituito dalla gestione dei rifiuti alla Punta dello Stivale?

Non è solo un problema calabrese. In realtà , bisognerebbe promuovere un pò ovunque il ciclo virtuoso dei rifiuti, per creare un'economia circolare che consenta di ottenere più posti di lavoro. Difficile pensare che il rifiuto non possa diventare una risorsa. Il vetro è più costoso produrre materia prima che riciclato. Le imprese che riciclano carta hanno numeri interessantissimi. Ma mentre l' Europa va da una parte, noi rimaniamo immobili, arrivando sempre dieci anni dopo.