La città di Vibo Valentia piange la scomparsa della professoressa Italia Francese Arruzzo, una figura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per il mondo della scuola e della cultura locale. La notizia della sua dipartita, avvenuta presso l'ospedale cittadino, ha suscitato un’ondata di commozione in quanti hanno avuto il privilegio di incrociare il suo cammino, sia tra i banchi di scuola che nella vita privata.

Un'instancabile educatrice

La professoressa Italia Francese Arruzzo viene ricordata non solo per la sua vasta preparazione accademica, ma soprattutto per la sua innata vocazione all’insegnamento. Educatrice appassionata, ha saputo trasmettere ai suoi numerosi alunni non solo nozioni, ma valori profondi, distinguendosi per un impegno e una dedizione che andavano ben oltre l'orario delle lezioni. La sua gentilezza e il suo equilibrio l'hanno resa una figura amata e rispettata, capace di lasciare un segno indelebile nella formazione di intere generazioni di giovani vibonesi.

Il cordoglio della città

In queste ore, la comunità si sta stringendo con affetto attorno alla famiglia, in particolare alla figlia Romana con il marito Domenico Consoli, al genero Giancarlo Rati, alle sorelle e ai nipoti tutti. Un dolore vissuto nella fede, come testimoniato dal Salmo scelto dai familiari per accompagnare il suo ultimo viaggio: “Tu mi insegni la via della vita; ci sono gioie a sazietà in Tua presenza”.

La camera ardente è stata allestita presso l’obitorio dell’ospedale “Jazzolino”, dove sin dalle prime ore si è registrato un incessante viavai di amici, ex colleghi e cittadini desiderosi di tributare un ultimo riconoscente saluto a una donna che ha fatto della cultura e del servizio al prossimo la propria ragione di vita.

L'ultimo saluto

Le esequie saranno celebrate oggi, venerdì 24 aprile 2026, alle ore 11:00, presso la Chiesa di Santa Maria La Nova a Vibo Valentia. Sarà quello il momento in cui la città si fermerà per l'ultimo abbraccio a una docente che, con la sua scomparsa, porta via con sé un pezzo di storia della scuola vibonese, lasciando però un'eredità morale che continuerà a vivere nei suoi studenti.