Va deserta la santa messa in ricordo di Parisi. Vibo dimentica il suo campione
Pochissime persone e nessun esponente dell'amministrazione comunale alla cerimonia organizzata da alcune associazioni nel duomo di San Leoluca
di MIMMO FAMULARO
Amato in vita; quasi ignorato dopo la morte. Giovanni Parisi è stato praticamente dimenticato da Vibo Valentia, la sua città Natale. Alla santa messa in suffragio del campione Olimpico scomparso tragicamente nel marzo del 2009 si sono presentate una decina di persone. La cerimonia di commemorazione del grande pugile vibonese, organizzata da una serie di associazioni, è andata quasi deserta.
Brutta figura. In pochi si sono ricordati di Giovanni Parisi e tra i pochi c'era il colonnello Daniele Scardecchia, comandante provinciale dei carabinieri. Non un vibonese, ma un grande appassionato di pugilato che si è recato in Duomo per partecipare alla cerimonia di commemorazione di uno dei suoi campioni preferiti. Anche lui è rimasto deluso e amareggiato per la scarsissima partecipazione di pubblico. Pochissime persone e neanche un rappresentante dell'amministrazione comunale presente al Duomo di San Leoluca per ricordare la figura di Giovanni Parisi, l'unico vibonese medaglia d'oro alle Olimpiadi.
Leggenda. A Vibo Giovanni Parisi era nato nel dicembre del 1967, ha vissuto l'infanzia prima di trasferirsi con la madre in Lombardia. A Vibo è tornato da campione olimpico subito dopo il trionfo di Seul del 1988 e, ancora, da campione del mondo, all'apice della sua carriera, nell'ottobre del 1997 quando sul ring allestito in località Ottocannali ha sfidato e mandato al tappeto dopo poche riprese il britannico Nigel Wenton. Subito dopo la morte, la precedente Amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola D'Agostino dedicò a Giovanni Parisi il complesso sportivo di viale della Pace. Troppo poco per il più grande campione che la città abbia mai avuto. Un campione dimenticato.
