'Ndrangheta nel Vibonese: le ramificazioni del clan in Svizzera (NOMI)
Beni per milioni confiscati a soggetti ritenuti contigui. Ricostruita dagli inquirenti la rete oltreconfine attiva dagli anni Ottanta

Dalle radici nel Vibonese alle ramificazioni in Svizzera, passando per condanne definitive e sequestri milionari: è il profilo del clan Anello-Fruci, indicato dagli inquirenti come una delle ‘ndrine più radicate nel territorio compreso tra Filadelfia e la fascia tirrenica. L’organizzazione, nata attorno alla famiglia Anello e rafforzata dalla fusione con la cosca Fruci, avrebbe esercitato un controllo capillare su diversi comuni, tra cui Pizzo, Francavilla Angitola, Polia, Cenadi, Monterosso Calabro e Capistrano.
Figura di vertice è ritenuto Rocco Anello, condannato a 20 anni nell’ambito dell’operazione “Imponimento”, che ha rappresentato uno dei colpi più duri inferti al gruppo. L’inchiesta ha portato ad arresti in Italia e all’estero e a sequestri patrimoniali per milioni di euro nei confronti di soggetti ritenuti contigui. Nel 2024 il Tribunale di Lamezia Terme ha inoltre condannato a 17 anni un referente attivo in Svizzera.
Secondo le ricostruzioni investigative, la proiezione oltreconfine del clan risalirebbe alla fine degli anni Ottanta, con interessi nel traffico di droga e armi e nel riciclaggio. La Guardia di finanza di Catanzaro ha sequestrato beni per oltre 2 milioni di euro riconducibili a un imprenditore ritenuto vicino alla cosca: tra questi fabbricati, terreni, impianti per la produzione di calcestruzzo e mezzi d’opera, a conferma della capacità di infiltrazione anche nell’economia legale.
