Assalto eolico alle Preserre: i sindaci del Vibonese si ribellano alle "torri giganti"
Nuovo progetto per sette aerogeneratori alti 200 metri tra l’Oasi dell’Angitola e il Parco delle Serre; i primi cittadini fanno muro: «Devasta il paesaggio senza benefici»
Il cuore verde della Calabria torna a essere nel mirino delle multinazionali dell'energia, scatenando una levata di scudi istituzionale senza precedenti. Un gruppo societario altoatesino ha presentato in Regione un piano per l'installazione di sette mastodontiche torri eoliche, alte oltre 200 metri, da piazzare strategicamente tra l'Oasi protetta del Lago Angitola e il Parco naturale regionale delle Serre. Il progetto prevede il posizionamento di cinque aerogeneratori nel comune di Polia e due a Filadelfia, con infrastrutture di collegamento che sventrerebbero anche i territori di Maierato e Monterosso Calabro.
A guidare la resistenza sono i sindaci Anna Bartucca (Filadelfia), Giuseppe Rizzello (Maierato), Antonio Giacomo Lampasi (Monterosso Calabro) e Luca Alessandro (Polia). In un documento congiunto, i primi cittadini denunciano un piano industriale giudicato invasivo e privo di ricadute economiche reali per i residenti. «Siamo di fronte all'ennesimo tentativo di speculazione che vanifica i nostri sforzi di promozione turistica e naturalistica», dichiarano con fermezza, sottolineando come l'impatto visivo e ambientale delle turbine comprometterebbe per sempre l'integrità di una delle zone umide più importanti d'Europa.
La memoria torna alla battaglia vinta tre anni fa, quando un progetto simile previsto per la faggeta di Monte Coppari fu bocciato dalla Regione grazie alla mobilitazione popolare. «Purtroppo ci risiamo – spiegano gli amministratori – ma la nostra posizione non cambia: il patrimonio boschivo e la biodiversità delle Preserre sono intoccabili». Secondo i sindaci, la salvaguardia dell'assetto idrogeologico e della storia locale vale molto più degli incentivi energetici.
L'appello finale è rivolto alla cittadinanza: una chiamata alle armi civica per proteggere l'orizzonte delle Serre occidentali. Le amministrazioni locali sono pronte a dare battaglia legale e amministrativa per impedire che le "pale giganti" cancellino l'identità di un territorio che ha scelto uno sviluppo basato sulla sostenibilità e non sul cemento d'alta quota.
