L’inaugurazione del nuovo Centro per le Famiglie segna un punto di svolta per il welfare cittadino, ma accende anche il dibattito politico sulla genesi dell’opera. A intervenire è l’ex assessore ai Lavori Pubblici, Giovanni Russo, che pur esprimendo soddisfazione per l’apertura della struttura, tiene a precisare i passaggi tecnici e politici che ne hanno permesso la realizzazione.

Russo ripercorre la cronistoria dell’edificio, partendo dalle radici del finanziamento. Sebbene i fondi fossero stati inizialmente intercettati dall’amministrazione Costa, l’ex assessore sottolinea come, al momento dell’insediamento della successiva giunta, quelle risorse fossero seriamente a rischio. «A causa di ritardi e criticità procedurali – spiega Russo – quelle risorse risultavano compromesse e il rischio di perderle era concreto. È stato necessario un lavoro rigoroso e coordinato per rimettere in sesto l'iter».

Il merito della riuscita dell'opera, secondo Russo, va attribuito a una squadra tecnica e politica ben precisa che ha lavorato sotto l'egida della sindaca Maria Limardo. Oltre alla stessa Limardo e a Russo, vengono citati l’ex assessore Mimmo Primerano, il sSegretario generale Domenico Libero Scuglia e la dirigente dei Lavori Pubblici Lorena Callisti.

Grazie a questo sforzo corale, il finanziamento è stato recuperato, l'intervento è stato progettato da zero, appaltato e, infine, cantierizzato. «Oggi fa piacere vedere il sindaco Romeo tagliare il nastro – continua l'ex assessore – ma è doveroso ricordare che quest'opera nasce da un percorso complesso, portato avanti con competenza tecnica e senso istituzionale dalla precedente amministrazione».

Al di là delle rivendicazioni politiche, resta il valore intrinseco della struttura. Il Centro per le Famiglie non viene descritto come un semplice edificio riqualificato, ma come un pilastro fondamentale per la rete sociale vibonese.

L'intervento di Russo si chiude con un richiamo alla trasparenza: «l'opera appartiene alla città, ma la sua esistenza è figlia di chi ha scelto la strada della responsabilità amministrativa quando il progetto sembrava destinato al fallimento».