Rischio di incidente rilevante: quasi mille siti in tutta Italia, 4 sono nel Vibonese
Il drammatico incidente nello stabilimento di Calenzano, alle porte di Firenze, ha riacceso il dibattito sui rischi di determinate tipologie di industrie, specie se ubicate a pochi chilometri da altre aziende o - peggio ancora - dal centro abitato. La devastante esplosione ha provocato, al momento, 5 vittime e 26 feriti, oltre a tutta una serie di danni alle centinaia di attività commerciali e produttive ubicate nelle immediate vicinanze.
Non è ancora chiaro cosa abbia provocato l'esplosione. Ciò che sappiamo, è che lo stabilimento di Calenzano (di proprietà dell'Eni) vengono stoccate grandi quantità di benzina, gasolio e petrolio, che giungono dalla raffineria di Livorno tramite appositi oleodotti. Qui vengono sostanzialmente separati e stoccati in attesa del prelievo da parte di cisterne.
Quello di Calenzano è uno dei 974 stabilimenti presenti in tutta Italia inclusi nella lista delle realtà a rischio di incidente rilevante, così come stabilito dal Ministero dell'Ambiente con apposita legge. Tali impianti sono divisi, a loro volta, in due categorie: quelli di "soglia inferiore", che sono di competenza regionale e con stoccaggi limitati, e quelli di "soglia superiore", di competenza statale e con grandi quantità di materiale conservata al loro interno.
LA SITUAZIONE IN CALABRIA
Secondo i dati del MASE, in Calabria sono presenti 17 siti a rischio di incidente rilevante: 12 di soglia inferiore e 5 di soglia superiore. Si tratta di centri di produzione e di stoccaggio del GPL, ma anche stoccaggio di esplosivi, di carburanti, di combustibili nonchè centri di lavorazione di metalli ferrosi.
6 si trovano in provincia di Catanzaro: a Feroleto Antico, Isca sullo Jonio, Sellia Marina e Lamezia Terme. 5 si trovano a Cosenza: a Santa Domenica Talao, Altomonte e Montalto Uffugo. Segue 1 in provincia di Crotone, a Strongoli, 1 a Reggio Calabria e 4 in provincia di Vibo Valentia, a Maierato, Serra San Bruno e Vibo.
