'Ndrangheta nel Vibonese, imputato torna in libertà, revocati i domiciliari (NOME)
Dopo la rideterminazione della pena a 8 anni e 2 mesi, i giudici hanno dichiarato cessate le esigenze cautelari. L'imputato ha già scontato sei anni di misura restrittiva
Umberto Maurizio Artusa torna in libertà. La prima sezione della Corte di Appello di Catanzaro (presieduta da Giancarlo Bianchi, con Ippolita Luzzo relatrice e Michele Ciociola a latere) ha accolto l’istanza presentata dalla difesa, gli avvocati Giuseppe Di Renzo e Francesco Gambardella, il 19 dicembre scorso, ordinando l’immediata scarcerazione dell'uomo, che si trovava agli arresti domiciliari.
La decisione dei giudici giunge a pochi giorni di distanza dalla sentenza del 18 dicembre 2025, con la quale la stessa Corte aveva rideterminato la pena per Artusa in 8 anni e 2 mesi di reclusione.
Nonostante il parere contrario espresso dalla Procura Generale, il collegio giudicante ha ritenuto che non vi fossero più le condizioni per mantenere la misura cautelare. A pesare sulla decisione sono stati principalmente tre fattori: iI "presofferto", avendo Artusa già trascorso circa 6 anni sottoposto a misure cautelari, un periodo ritenuto congruo rispetto alla nuova entità della pena inflitta. Inoltre, la Corte ha dato atto del comportamento corretto mantenuto dall'imputato durante tutto il periodo di detenzione domiciliare e, alla luce del tempo trascorso e della rideterminazione della condanna, i giudici hanno valutato come "cessate" le esigenze cautelari che avevano giustificato il provvedimento restrittivo fino a questo momento.
Il dispositivo ordina dunque la revoca della misura e la liberazione immediata dell'uomo, a meno che non sia detenuto per altra causa, incaricando la cancelleria per gli adempimenti di rito.
