Elezioni provinciali a Vibo, caos totale tra "cambi di casacca" e passaggi da sinistra a destra
I giochi sono fatti. Domani si vota per l'elezione del nuovo presidente e del nuovo consiglio provinciale di Vibo Valentia. Ricordiamo che sono elezioni di secondo livello. Ossia a votare saranno solo i sindaci e i consiglieri comunali dei paesi della provincia, esclusi naturalmente i Comuni commissariati.
I candidati. Due i candidati alla massima carica di Palazzo Ex-Enel: il sindaco di Stefanaconi, Salvatore Solano per il centrodestra, e il primo cittadino di Arena, Antonino Schinella per il centrosinistra. Competizione che dà sostanza alla famosa massima in base alla quale la "politica è l'arte dell'impossibile". Ed ecco che ti ritrovi un candidato "calato" da Mangialavori, Solano, da sempre militante a Sinistra e già esponente del Partito democratico, come portabandiera del centrodestra (alleanza formata non solo dai moderati di Forza Italia ma anche dai cosiddetti partiti sovranisti, quindi di destra).
Il continuo voltafaccia. Addirittura, circostanza impensabile nella Prima Repubblica, l'intero gruppo del Pd nell'assemblea municipale della città capoluogo, pronto a dirottare il consenso (determinante in quanto i voti di Vibo hanno un valore specifico nettamente superiore rispetto a quello dei consiglieri degli altri comuni) su Solano, trasgredendo, senza eccessivi patemi d'animo, le direttive della federazione provinciale guidata da Enzo Insardà. E che dire dell'ex presidente della Provincia Francesco De Nisi e dei suoi sodali? Prima nel Pd, poi fuori dal Pd e sostenitori di Mangialavori alle Politiche di marzo scorso, adesso "fiancheggiatori" del centrosinistra. Senza contare il "compagno" Vito Pitaro. Già esponente dei Comunisti Italiani, quindi la comparsa nei socialisti, infine l'adesione al Partito democratico e il "patto di ferro" siglato con Censore. Ma la candidatura alle regionali non è più scontata, l'ex deputato si sarebbe mangiata la parola data. E che problema c'è? Si bussa alla porta di Mangialavori, un posto al sole dall'altra parte del fronte in qualche modo lo si trova. Di conseguenza, i consiglieri comunali di Vibo Valentia che fanno riferimento a Pitaro saliranno sul carro di Solano-Mangialavori. E Stefano Luciano? L'enfante prodige della politica vibonese fa il suo ingresso nell'agone politico come espressione della sinistra, dalla quale quasi subito si stacca per dare vita a un soggetto politico moderato a sostegno del candidato a sindaco Elio Costa. Successivamente la crisi di maggioranza, Luciano si dimette da presidente del Consiglio a Palazzo Razza e apre un canale di dialogo con Mangialavori, fino a quando non vira a sinistra, siglando un patto federativo con il movimento della Lorenzin e sostenendo, così, indirettamente Bruno Censore alle Politiche. Ma le cose vanno male. Il centrosinistra perde rovinosamente. E allora il nostro ritorna sui suoi passi e per le provinciali si ritrova sulle stesse posizioni di Mangialavori.
La coerenza. In tutto questo marasma, obiettivamente, l'unico che ha dato prova di coerenza politica è stato Antonio Lo Schiavo: candidato a sindaco per il centrosinistra, è stato malamente scaricato dal suo partito, il Pd. Ora alla vigilia delle elezioni lancia un appello a favore di Schinella. "Domani - scrive su un post - si voterà per il rinnovo dell'Amministrazione Provinciale di Vibo. Una votazione che interessa la politica, ma non i cittadini, che assistono inermi alle pietose condizioni economiche e organizzative in cui si trovava l'ente vibonese. In questi anni riforme frettolose hanno ulteriormente indebolito il ruolo di questi enti, senza migliorare gli assetti istituzionali dello Stato, né la vita delle persone. Il risultato è che oggi queste votazioni sono private dalla legittimazione popolare, essendo divenute elezioni da "addetti ai lavori" riservate agli amministratori comunali. Come consigliere comunale della città capoluogo, in quanto candidato a sindaco del centrosinistra, sarò quindi chiamato ad esprimere il mio voto e pur non avendo condiviso in questi anni le scelte del partito democratico, scelte che anzi hanno portato alla nascita del gruppo del gruppo dei " progressisti per Vibo ", rispetterò con coerenza il mandato elettorale dei cittadini, che mi hanno votato come candidato alternativo al centrodestra e all'amministrazione Costa. Rispetterò questo mandato, e lo farò a maggior ragione oggi, nel momento di massima debolezza del centrosinistra".
E aggiunge: "Non so come andrà a finire, ma indipendentemente dal risultato sosterrò convintamente l'avvocato Maria Fiorillo che in questi anni è stata vicina alle battaglie del nostro gruppo consiliare, ed è, ad oggi, l'unica candidata nel consiglio comunale di Vibo all'opposizione dell’amministrazione Costa. Così come sosterrò convintamente Antonino Schinella che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare, quale giovane e capace sindaco di Arena, rappresentante di tanti giovani amministratori del partito democratico (e non solo), a cui spetta il compito di ricostruire un'alternativa al pensiero dominante di una destra, pericolosa, intollerante che sta egemonizzando la società italiana, radicandosi nei territori e pervadendo ogni aspetto della vita civile di questo paese. Queste elezioni provinciali il centrosinistra vibonese le potrà vincere o perdere: l'importante è che da questa vicenda si possa chiudere con i tanti, troppi errori del passato e aprire una nuova stagione politica". (a.b.)
