Imprenditrice uccisa nel Vibonese, testimone in aula: "Ho visto auto ferme e manovre sospette" (NOMI)
Ricostruiti i movimenti davanti alla tenuta di Limbadi. Tensione in aula tra difesa e parte civile

Una scena vista dall’alto di una curva che potrebbe contribuire a chiarire gli ultimi istanti di Maria Chindamo, l’imprenditrice di Laureana di Borrello scomparsa il 6 maggio 2016 a Limbadi (nel Vibonese), è stata ricostruita ieri in aula dalla testimone Rosaria Staropoli, che quella mattina accompagnava la madre a un appuntamento a Fabrizia. “Alle 7:10 circa – ha raccontato la teste – ho visto un’auto bianca ferma vicino al cancello della tenuta di Limbadi e, subito dietro, un’altra vettura scura più piccola che stava facendo retromarcia”.
Staropoli ha aggiunto di aver notato anche un terzo veicolo, un fuoristrada “molto vecchio e polveroso, con un telone allacciato male che sventolava”, che le ha impedito di vedere oltre e di capire cosa stesse accadendo. “Quello che ho potuto osservare l’ho riferito in coscienza – ha ribadito –. Quando ho capito che era scomparsa una madre di famiglia, anche se non mia parente, ho sentito l’esigenza di dire ciò che ho visto”. La testimone ha poi raccontato di essere passata nuovamente sul luogo e di aver notato un uomo, dall’apparente età di 45-50 anni, fermo ad attendere, nei pressi dell’auto dell’imprenditrice.
La deposizione ha portato a un acceso confronto con la difesa, guidata dall’avvocato Francesco Sabatino, che ha contestato la precisione dell’orario e i dettagli relativi al fuoristrada, richiamando la distanza di dieci anni dai verbali originali. La difesa ha sottolineato che la teste non aveva riportato all’epoca certi particolari, mentre l’avvocato di parte civile Nicodemo Gentile ha difeso la credibilità della deposizione. Il pubblico ministero Annamaria Frustaci e il presidente della Corte d’Assise Alfredo Cosenza hanno dovuto più volte richiamare le parti per consentire la regolare acquisizione della testimonianza.
Il processo vede imputato Salvatore Ascone, allevatore di Limbadi, accusato di concorso nella scomparsa dell’imprenditrice. Le dichiarazioni di Staropoli, ricche di dettagli su veicoli e movimenti sospetti, forniscono elementi utili a ricostruire la dinamica dei fatti nelle prime ore della sparizione, alimentando le indagini sui possibili responsabili e sul ruolo dei mezzi e degli individui presenti quel giorno.
