Anche a Capistrano sono tornati i caratteristici riti pasquali, dopo due anni di assenza a causa dell'emergenza pandemica. In particolare, ieri sera, è stata riproposta la tradizione del "fuoco", le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Si tratta dell'accensione di due grandi falò, uno nella zona antistante alla chiesa e l'altro nella parte alta del paese-storicamente in competizione tra loro-, preparati dai capistranesi per rivivere quanto visto dall'apostolo Pietro. Nel momento in cui, dopo il tradimento di Giuda, Gesù fu arrestato, gli apostoli fuggirono impauriti: solo Pietro rimase a seguire da lontano le sorti del Maestro, fermandosi accanto a un fuoco. I falò di Capistrano vogliono ricordare proprio questa vicenda; vengono accesi venerdì sera e ardono anche per giorni. La notte di sabato santo, prima della veglia pasquale, il sacerdote benedice il fuoco davanti alla chiesa e dalle fiamme dello stesso accende il cero pasquale.