Corpus domini, il monito: no alla religiosità "pubblica" di delinquenti e mafiosi
Il messaggio del vescovo di Mileto, monsignor Renzo, diffuso nelle celebrazioni del Corpus domini: "Con che faccia si presentano a Dio i delinquenti che non si ravvedono?"
“Non dovrebbe succedere, ma come mai nelle nostre parrocchie succede che persone che non frequentano mai la Chiesa, i Sacramenti, persone che vivono all'opposto del Vangelo, magari rubano pure in forme sofisticate, odiano il prossimo, ammazzano, e poi stranamente si presentano per svolgere gesti pubblici di religiosità pretendendo di portare le statue in processione, di organizzare le feste religiose entrando nei comitati, fare da padrini, cioè da garanti della fede cristiana? Ma quale testimonianza danno? Con che faccia si presentano a Dio senza alcun segnale di ravvedimento? Si illudono e vogliono far credere che sono a posto in coscienza”.
Sono queste le parole pronunciate dal vescovo monsignor Luigi Renzo nel corso delle celebrazioni per il Corpus Domini, che hanno richiamato a Mileto centinaia di fedeli. Un messaggio a chi fa del male, ai mafiosi e a chi delinque e non si ravvede e che poi puntualmente si presenta in chiesa pretendendo di recitare la parte del protagonista e dell’uomo pio e devoto. “Ma è anche vero – ha aggiunto il presule - che anche noi con superficialità ci rendiamo di fatto complici lasciando fare forse per paura. La dimensione comunitaria della missione che si sprigiona dall'Eucaristia non può tollerare questa situazione. E' compito di tutti, non solo del sacerdote, rispettare e far rispettare la sana religione di Gesù che chiede di cambiare vita nel segno dell'amore e della misericordia. L'individualismo religioso, che ci insidia tutti, con l'Eucaristia deve trasformarsi in slancio missionario comunitario”.
Il vescovo nel corso della sua omelia ha anche evidenziato che “la missione dei cristiani "in uscita" si rivolge in modo costruttivo ad ogni uomo, senza esclusione perchè Dio è padre di tutti e, nella sua misericordia, a tutti viene incontro. Questa è la sfida che ci è lanciata dall'Eucaristia. Chiediamoci allora: cosa fare per aiutarci reciprocamente a ritornare a Dio? come fare perchè la celebrazione dell'Eucaristia coinvolga tutti nella comunità per essere il lievito che fermenta e dà sapore al pane della vita familiare, sociale ed ecclesiale?”.
