C'è un filo sottile, fatto di cemento e autorizzazioni, che lega la Calabria ai palazzi del potere di Roma. Al centro di questo intreccio si trova l’ingegner Domenico Capomolla, originario di Vibo Valentia (classe 1959), oggi Direttore Generale di Ansfisa, l’autorità che vigila sulla sicurezza di ponti, ferrovie e autostrade italiane.

Un’inchiesta giornalistica di Cesare Treccarichi solleva ora dubbi pesantissimi sulla gestione del manager vibonese, ipotizzando un clamoroso conflitto d’interessi: Capomolla avrebbe svolto collaudi privati, pagati migliaia di euro, su infrastrutture che la sua stessa agenzia avrebbe il compito di controllare.

Domenico Capomolla

La scalata professionale di Capomolla è iniziata lontano da Roma. Dopo la laurea a Napoli, il manager vibonese ha costruito un curriculum solido passando per Italposte e Anas, dove ha coordinato importanti interventi di manutenzione stradale proprio al Sud, prima di trasferirsi al Nord. Una carriera brillante che lo ha portato, l’11 aprile 2023, alla guida di Ansfisa su indicazione diretta del Ministro Matteo Salvini.

Tuttavia, proprio questa ascesa è oggi oggetto di un'interrogazione parlamentare presentata da Alleanza Verdi Sinistra e Partito Democratico. L'accusa? Una "scarsa trasparenza" dovuta a presunti incarichi extra-istituzionali.

Secondo i documenti svelati da Treccarichi, Capomolla non avrebbe mai interrotto l'attività del suo studio tecnico individuale, continuando a ricevere incarichi di collaudo tecnico-amministrativo. I fatti contestati riguardano in particolare la variante della Cisa (SR 62), dove lo "Studio tecnico ing. Domenico Capomolla" risulta aggiudicatario di un incarico da oltre 61.000 euro, e l'autostrada A33 Asti-Cuneo, opere che, per legge, sono sottoposte alla vigilanza della stessa Ansfisa diretta dal manager calabrese. «Il controllore e il controllato convivrebbero nella stessa persona», denunciano i parlamentari nell'interrogazione rivolta a Salvini, evidenziando come Capomolla, nel 2023, avesse dichiarato ufficialmente di non avere conflitti di interesse.

Il ruolo di Capomolla è cruciale: Ansfisa è nata come risposta dello Stato al crollo del Ponte Morandi per garantire che tragedie simili non si ripetano. Il manager vibonese, che guadagna circa 189.000 euro lordi annui, si trova oggi a dover rispondere non solo dei suoi presunti doppi incarichi, ma anche di una gestione interna dell'agenzia definita "opaca", con concorsi per dirigenti annullati e graduatorie stravolte.

L'inchiesta di Treccarichi squarcia il velo su una gestione che, partendo dalle competenze tecniche maturate in anni di servizio tra Calabria e Veneto, sembra essere scivolata su un terreno eticamente scivoloso. Lo Stato chiede sicurezza e dignità; la politica ora chiede chiarezza sul supermanager venuto da Vibo.