Il rientro dei fuorisede in Calabria sta tenendo banco nelle discussioni, politiche e non, degli ultimi giorni. E a creare scalpore sono stati tutti coloro che hanno rifiutato di sottoporsi al tampone, gratuito, che si fa in pochi minuti. A Lamezia Terme Trenitalia e la Protezione civile hanno affidato all’Associazione nazionale dei Carabinieri (Anc) di Soverato la gestione degli arrivi e dei relativi controlli. Tra gli appartenenti all’Associazione, guidata dal tenente Dionigi Clausi, ci sono anche alcuni volontari della delegazione provinciale di Agri Ambiente di Vibo Valentia, che negli ultimi giorni stanno facendo doppi turni per poter offrire il loro supporto per un controllo accurato di tutti i rientri. È proprio uno di loro, il coordinatore di Agri Ambiente Calabria Giuseppe Staropoli che guida la delegazione a Lamezia, che ai nostri microfoni ci ha assicurato che “un buon 99% sta facendo il tampone, non ci sono stati particolari incidenti”.

Paura di prendersi il virus tramite il test.  Chi ha rifiutato di sottoporsi al test ha dato sostanzialmente "motivazioni vaghe, senza senso", oppure si è dichiarato diffidente verso il “sistema”. Con anche una signora che, a una domanda fatta al volo, ha risposto di aver rifiutato “per paura di ricevere il virus” proprio tramite il tampone, facendo seguito a una particolare teoria del complotto.

Circa un migliaio di persone transitate da Lamezia. Le operazioni in cui sono impegnate le decine di volontari riguardano il prelievo dei campioni (il famoso tampone appunto) da parte dell'Asp di Catanzaro, anche sugli stessi volontari presenti in stazione, la misurazione della temperatura, l’iscrizione nell’apposito database e il controllo dell’autocertificazione di arrivi e partenze. Da lunedì sono transitate dalla stazione di Lamezia circa un migliaio di persone e ieri sera è stato registrato il primo tampone positivo: un universitario proveniente da Roma, attualmente in isolamento domiciliare insieme ai propri familiari.