Una comunità intera che si mette in gioco, si unisce e dà vita a uno degli eventi più intensi e partecipati dell’anno. La Passione Vivente di Filadelfia si è trasformata in un autentico momento di identità collettiva, capace di richiamare un pubblico numerosissimo e partecipe in questo inizio di Settimana Santa.

Protagonisti assoluti sono stati circa 100 tra figuranti e organizzatori: non attori professionisti, ma cittadini comuni che hanno scelto di offrire tempo ed energie per un progetto condiviso.

L’idea, nata dal parroco don Rocco Suppa a fine gennaio, ha preso forma grazie alla sinergia con l’amministrazione comunale (rappresentata dall’assessore Masino Diaco) e la Pro Loco guidata da Gabriele Runca. In appena due mesi, quella che era solo un’ipotesi è diventata una manifestazione curata nei minimi dettagli. «A nome dell’Amministrazione, ringrazio il Parroco, la Pro Loco e i figuranti per questo momento di alto valore spirituale – ha dichiarato il sindaco Anna Bartucca – La straordinaria partecipazione dei cittadini testimonia quanto queste iniziative siano sentite. L’auspicio è che questa esperienza possa crescere ulteriormente negli anni».

Il percorso itinerante ha toccato le quattro chiese del paese, valorizzando il patrimonio religioso locale. Dall'Ultima Cena alla Crocifissione, il pubblico ha seguito le scene in un silenzio riflessivo. Per don Rocco Suppa, l'iniziativa ha un valore sociale profondo: «Oggi queste attività aiutano a fare comunione e a far nascere relazioni sane. In una società dove impera l’individualismo e la dipendenza dai social, questi momenti fungono da medicina».

Il presidente della Pro Loco, Gabriele Runca, ha evidenziato come il sodalizio abbia rilanciato questa tradizione (giunta alla sesta edizione complessiva) arricchendola con dialoghi strutturati e musiche coinvolgenti. Un contributo fondamentale è arrivato dalla maestria della stilista Annalisa Caruso, che ha realizzato la maggior parte dei costumi, e dal lavoro instancabile di chi ha operato dietro le quinte: truccatori, narratori e addetti alle scene.

«Quando istituzioni, associazioni e comunità religiosa lavorano insieme, i risultati sono straordinari – ha concluso Runca – Abbiamo rafforzato il senso di appartenenza. Questa è la strada: fare rete e investire nella nostra identità».

La Passione Vivente si conferma così non solo come rito religioso, ma come il simbolo di una Filadelfia capace di costruire bellezza e memoria condivisa.