La notizia dell’improvvisa scomparsa di Vito Primerano mi ha sconvolta, una fitta al cuore: se ne va una persona speciale, un amico vero, come si intendeva l’amicizia qualche tempo fa. Se ne va un vero uomo d’altri tempi, gentile, semplice, pronto sempre al sorriso; un grande professionista al servizio del Ministero della Pubblica Istruzione Ho avuto modo di conoscerlo piu’ da vicino durante gli anni del mio incarico a dirigente tecnico tra il 2002 e il 2007. Mi accolse presso l’U.S.P., destinandomi, come ufficio personale, un ambiente comodo e ben arredato! Non mancavano i fiori e il suo sorriso aperto e rassicurante! Il Dott. Vito Primerano era sempre presente al suo posto di lavoro, un lavoro che amava e svolgeva con passione e il massimo dell’impegno.

E’ stato, per tanti anni, la “colonna portante” dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Vibo Valentia; sia da funzionario che da dirigente, anche in “alterne vicende” che pur gli provocavano tanta amarezza, continuava a credere nel valore del suo impegno all’interno della compagine scolastica, ponendo il lavoro al centro della sua vita; un lavoro svolto con competenza, dedizione, serietà e grande senso di responsabilità.

Il dott. Primerano era pronto a ricevere tutti senza appuntamento. Il suo era un ufficio aperto a tutti e sempre.
Credo siano tante le persone da lui ricevute, ascoltate, consigliate e seguite in ogni “ situazione “, le tante che si creano, sia nel settore scolastico che amministrativo di una provincia così vasta qual è quella di Vibo Valentia.
Le sue capacità e la sua resistenza ad ogni tipo di compromesso suscitavano spesso” invidia” , quel sentimento che si materializza in ostilità da parte di alcuni uomini mediocri ed incapaci. Il Dott. Primerano, seppur a volte amareggiato, andava avanti nel suo stile di uomo corretto, semplice che , con umiltà offriva il suo aiuto a chi ne avesse bisogno. Si faceva carico di tanto lavoro e di responsabilità da cui altri spesso rifuggivano.

Amava trascorrere qualche serata con amici, persone semplici ma autentiche che lo ammiravano ed erano orgogliose di averlo come amico. Sicuramente aveva ricevuto un’educazione improntata ai valori antichi di rispetto e di cura del prossimo.
Era anche supportato da una donna intelligente e prudente, la Signora Teresa, sua moglie, alla quale va il mio abbraccio di vicinanza affettiva e il cordoglio di tutta la mia famiglia. Avrebbe dovuto godersi, ancora per tanti anni, la sua famiglia, i suoi meravigliosi figli, Francesca e Domenico. Avrebbe dovuto godersi la sua pensione , tanto meritata e invece
un assurdo malore lo ha stroncato…durante una riunione di lavoro! Tutti sentiremo la sua mancanza, tutti quelli che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzare la “ bella persona” che era. Ai figli lascia non solo “un’eredità di affetti” ma un egregio esempio di alto senso delle istituzioni e di impegno infaticabile.