Petrolio verso 100 dollari: si rischiano rincari per l'elettricità del 30 %
Il traffico marittimo è quasi paralizzato. Qatar ha interrotto volontariamente trasferimenti di petrolio

Il Medio Oriente scrive l’agenda energetica globale. Il Brent ha sfondato i 91 dollari al barile (+6,6% in un giorno), mentre il WTI ha superato i 77,5 dollari, livelli record dall’estate 2025. L’innesco è lo Stretto di Hormuz: solo 39 chilometri attraverso i quali passa oltre un quinto del petrolio mondiale e più del 30% del gas liquefatto.
Il traffico marittimo è quasi paralizzato. Qatar ha interrotto volontariamente trasferimenti di petrolio e GNL, compagnie navali sospendono le rotte, e i premi assicurativi per le petroliere hanno raggiunto livelli senza precedenti. Sul mercato italiano la benzina sfiora già i 2 euro al litro, e le bollette rischiano rincari fino al 37% per il gas e al 30% per l’elettricità.
Non è solo energia: i fertilizzanti derivati dal gas naturale, essenziali per l’agricoltura globale, hanno visto un’impennata del 30%, con possibili effetti a catena sui prezzi alimentari, soprattutto in paesi come Brasile e India.
Gli analisti avvertono: se il blocco dello Stretto persiste, il petrolio potrebbe toccare i 120 dollari al barile, amplificando inflazione e costi globali. Un monito netto: un singolo passaggio marittimo, largo poche decine di chilometri, può ancora oggi scuotere l’economia mondiale.
