Sì sono conclusi, nell’auditorium dell’Istituto Morelli-Colao, guidato dal dirigente Raffaele Suppa, i lavori relativi al progetto “Da Gandhi al dialogo per la pace”, con due appuntamenti che hanno visto protagonisti, rispettivamente, i tre esponenti delle religioni monoteiste (Imam Masotti -Coreis Milano; Rab. Joseph Levi, già rabbino capo di Firenze e Siena e Padre Edoardo Scognamiglio, della Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale) e due ex combattenti, uno israeliano e l’altro palestinese, cofondatori del Movimento Combattenti per la Pace che ha consentito loro di essere candidati al premio Nobel per la pace, appunto, nel 2018.
Nel primo dei due incontri, entrambi coordinati dal professor Tommaso Fiamingo,  i tre rappresentanti delle religioni monoteiste, si sono soffermati sul tema del dialogo e sulla necessità di non chiedere mai le porte al confronto tra posizioni che possono apparentemente essere anche diverse.
È stata posta l’attenzione su un luogo fisico, che si trova negli Emirati Arabi Uniti, la Casa di Abramo, voluta fortemente da Papa Francesco al fine di favore la sinergia tra le fedi, nel rispetto dei rispettivi paradigmi.
Nel secondo appuntamento, invece, sotto la lente d’ingrandimento è finita la questione israelo-palestinese. L’attenzione, in questo caso, è stata focalizzata sui fatti di stringente attualità che animano l’area del Medioriente.
I due ex combattenti hanno deciso di abbandonare le divergenze e di attivare un dialogo tra le parti come unico strumento di pacificazione.
Ad entrambi gli appuntamenti, gli studenti hanno partecipato fattivamente, interfacciandosi con gli ospiti e sviscerando accuratamente questioni a dir poco complesse.