Araucaria di Pizzo, Italia Nostra contrattacca: “Non va abbattuta, può ancora rinascere”
La sezione vibonese dell’associazione ambientalista interviene sul futuro dell’albero secolare danneggiato a marzo. Critiche alle richieste di abbattimento e appello alla tutela di un simbolo paesaggistico della città
Non si placa la polemica sul futuro dell’araucaria secolare che domina il centro storico di Pizzo. A intervenire è la sezione di Vibo Valentia di Italia Nostra, che attraverso una nota esprime forte contrarietà a qualsiasi ipotesi di abbattimento dell’albero gravemente danneggiato lo scorso 30 marzo.
La presa di posizione arriva dopo il recente sopralluogo effettuato dai Carabinieri Forestali, dalla Soprintendenza, dai tecnici comunali e da un docente universitario incaricato di valutare le condizioni della pianta.
Nel documento, firmato dal presidente della sezione vibonese Alessandro Caruso Frezza, l’associazione richiama il valore dell’araucaria, definita un bene meritevole di tutela sotto il profilo paesaggistico, ambientale e naturalistico.
Particolarmente critiche le osservazioni rivolte alle dichiarazioni attribuite all’avvocato Marco Talarico, che avrebbe sostenuto la necessità di procedere al taglio dell’albero. Una posizione che Italia Nostra contesta apertamente.
«Se le parole attribuite all’avvocato Talarico corrispondono al suo pensiero – si legge nella nota – non possiamo che definirle incredibili. Anziché sperare che quanto accaduto non produca conseguenze ancora più gravi, si arriva a invocare l’esatto contrario, ovvero la distruzione definitiva della pianta».
Secondo l’associazione, si assisterebbe a un capovolgimento della logica dei fatti. «La causa diventa effetto e l’effetto diventa causa. È il mondo al contrario», afferma Italia Nostra, che si interroga sulle ragioni di una simile convinzione.
«Da dove arriva tanta sicurezza? È un mistero. Non sappiamo se si tratti di scarsa fiducia nell’azione della magistratura, di una sottovalutazione del valore giuridico e morale della vicenda oppure di altro. Ci auguriamo che sia lo stesso interessato a chiarire la propria posizione».
L’associazione sottolinea inoltre di attendere chiarimenti sul ricorso presentato al Tar e notificato al Comune di Pizzo, del quale, evidenzia, non sono ancora noti i contenuti dettagliati.
Nella parte finale del comunicato, Italia Nostra richiama un episodio verificatosi circa vent’anni fa nella Villa Comunale di Vibo Valentia. Una delle araucarie presenti nell’area fu colpita da un fulmine e subì un drastico ridimensionamento.
«Quell’albero non è morto – ricorda l’associazione – ma è ancora vivo e rigoglioso. Dal tronco sono nati nuovi getti che negli anni hanno permesso alla pianta di continuare il proprio ciclo vitale».
Per questo motivo, secondo Italia Nostra, anche l’esemplare di Pizzo potrebbe avere prospettive di recupero. «L’araucaria non è morta. Molto probabilmente sta semplicemente raccogliendo le energie necessarie per rigenerarsi. Ci vorranno decenni per recuperare l’altezza perduta, ma la natura ha spesso dimostrato una straordinaria capacità di rinascita».
Da qui l’appello finale alla prudenza e alla tutela di un elemento considerato simbolico per il panorama cittadino. «Chi vedrà quell’albero tra oltre un secolo potrà forse ritrovarlo simile a com’era prima del 2026. Di certe previsioni sulla sua fine, invece, probabilmente non resterà memoria», conclude la nota di Italia Nostra.
