Mazzette sulla 106, in tre tornano in libertà. Esclusa l'aggravante mafiosa
I giudici della Corte di appello di Catanzaro, hanno accolto le richieste avanzate dagli avvocati Francesco Nicoletti e Giovanni Giannicco, rideterminando le pene
Tornano in libertà Massimo Esposito, 36enne rossanese, e Alfonso Dardano, 46enne di Mirto Crosia, noti come “Pic e Pac” , per i quali , nel giugno 2016, era scattato un fermo disposto dalla Dda ed eseguito da parte dei Carabinieri di Cosenza. I giudici della Corte di appello di Catanzaro, hanno accolto le richieste avanzate dagli avvocati Francesco Nicoletti e Giovanni Giannicco, che hanno escluso l’aggravante mafiosa nel reato di tentata estorsione, rideterminando le pene applicate in primo grado e disponendo l’immediata liberazione per entrambi. Le accuse hanno riguardato una presunta tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso, commessa ai danni di un imprenditore siciliano, aggiudicatario di un appalto per lavori di ammodernamento della Statale 106 bis Ionica relativamente alla realizzazione della rotonda in territorio di Mirto Crosia.
