Pietro Lopreiato, uomo scelto da Forza Italia per le amministrative della prossima primavera, condivide su Facebook una vera e propria apologia del dittatore fascista

L'apologia del fascismo, diretta o indiretta che sia, è una pratica vietata dalla Costituzione. Se anche non bastasse la XII disposizione transitoria e finale della Magna Charta, ci sono le norme dello stato italiano a porre un veto categorico sull'esaltazione di quel ventennio di dittatura che segnò irrimediabilmente il nostro paese.

Dura lex sed lex. La legge 20 giugno 1952 n. 645 (meglio nota come legge Scelba) in materia di apologia del fascismo, sanziona chiunque si adoperi  “per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, e chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

fascismo

Politico di esperienza. Concetti chiari, fatti risaputi che sembrerebbero sfuggire a qualche amministratore che, dopo un'esperienza quinquennale da vicesindaco di Sant'Onofrio vanta anche ambizioni da primo  cittadino. Nella fattispecie si tratta di Pietro Lopreiato, per un lustro, delegato alla firma dal sindaco uscente Tito Rodà e ricandidato dal coordinatore provinciale di Forza Italia Giuseppe Mangialavori nel piccolo centro alle porte di Vibo.

La vicenda. Nelle scorse ore, costui, espressione di una compagine che ha sempre fatto della lotta ai totalitarismi un proprio cavallo di battaglia e della libertà di pensiero e di espressione un suo capisaldo,  ha condiviso sul più popolare social network un post che mette a confronto nientemeno che Benito Mussolini e Matteo Renzi. A tutto vantaggio dell'ex dittatore.

Lopreiato Pietro

Il confronto. Il post evidenzia infatti come Mussolini abbia dato “le pensioni, le case popolari”, come “abbia fatto le leggi per difendere gli invalidi”, come abbia “reso grande l'Italia perchè nella patria non dovevano esistere parassiti” eppure sia stato giudicato “cattivo”; al contrario, l'attuale presidente del Consiglio “ha tolto le pensione, le case agli italiani per darle agli immigrati”, fa pagare “l'Imu agli invalidi”, sta “svendendo l'Italia”, eppure viene giudicato buono.  Il tutto a prescindere dai giudizi della storiografia relativa alla seconda guerra mondiale. Ovviamente, l'encomio al duce dell'aspirante sindaco di Sant'Onofrio è stato prontamente stigmatizzato da molti suoi concittadini. E questo è bastato per far sparire il post poche ore dopo dalla bacheca del Lopreiato. Ma certo, questo episodio rischia di scatenare non poche polemiche in vista della campagna elettorale ormai alle porte. (db)