Un malore fatale per Eros Canullo, e una morte per fame per la moglie Angela Maria Moretti e il figlio Alessandro. Queste le conclusioni a cui sono arrivati il medico legale Roberto Scendoni e il tossicologo forense Rino Froldi, dopo l’autopsia condotta sulle tre salme l’8 settembre scorso. Si tratta di un tassello essenziale per ricostruire l’accaduto, una storia di isolamento che gelò la città otto mesi fa. La famiglia era molto conosciuta. Eros Canullo, 80 anni, era stato un imprenditore a Santa Croce, zona in cui viveva, dietro alla pizzeria Officina di via Valenti, nella villetta condivisa con moglie e figlio. Angela Maria Moretti, 76 anni, logopedista per l’Anffas, era molto stimata e ben voluta. Il figlio Alessandro, 54enne, da ragazzo aveva avuto un brutto incidente stradale che lo aveva reso invalido; tuttavia continuava ad avere molti amici tra ex compagni di scuola e di scout, che ricordavano con affetto le avventure vissute insieme e la passione per la musica.

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