Nell'aula bunker del tribunale di Vibo Valentia, Domenico De Lorenzo, imprenditore e testimone chiave al maxiprocesso "Maestrale", ha raccontato le minacce e le richieste di estorsione subite nel 2018. Incalzato dal pm Andrea Buzzelli, ha descritto come Pasquale Scordo, ex consigliere comunale di Piscopio, gli avesse comunicato una richiesta di 50 mila euro da parte di Domenico Mancuso, sottolineando che il termine "doveri" significava in realtà pagare il pizzo. Nonostante la minaccia, De Lorenzo ha rifiutato di cedere, chiedendo anche di incontrare Mancuso, ma l'incontro gli è stato negato.

De Lorenzo ha raccontato anche la paura che ha segnato la sua vita in quel periodo, tanto da essere costretto a chiudere la sua azienda e a vendere immobili di famiglia per pagare i debiti accumulati. Nonostante la paura, ha scelto di denunciare, continuando a fare fronte alla criminalità. Nel suo racconto, De Lorenzo ha parlato anche di Francesco Lo Scalzo, accusato di estorsione, che lo minacciò pubblicamente con una pistola, dicendogli che lo avrebbe "ucciso e dato in pasto ai porci". Le minacce non si sono fermate a quell’episodio: Lo Scalzo si presentò anche nel suo showroom con una bottiglia di benzina e un accendino, minacciandolo davanti ai clienti. Nonostante tutto, De Lorenzo ha confermato la sua volontà di continuare a denunciare e a essere dalla parte della legge, anche di fronte alla paura e ai pericoli.