Tragedia in mare, restano gravissimi due dei feriti. Parla uno dei finanzieri eroi
Maurizio Giunta e Giovanni Antonio Frisella. Sono questi i nomi dei suoi finanziari che prendendosi grossi rischi sono intervenuti sulla barca in fiamme piena di clandestini sulle coste di Crotone. Frisella è ancora ricoverato in ospedale, Giunta, invece, racconta quei momenti drammatici vissuti domenica, all'ora di pranzo. "La paura in quel momento – spiega – non l’ho sentita. Adesso ci penso. Non siamo eroi, facciamo il nostro dovere al meglio delle nostre possibilità. Per questo non vedo l’ora che passi tutto per tornare a lavorare".
"E’ scoppiato il motore o qualcosa sotto le gambe. Il collega – spiega – è finito in acqua ed io sono rimasto a bordo. Il mio pensiero, nonostante la gamba rotta, è stato quello di buttare quanta più gente possibile in acqua perché tanti di loro non sapevano nuotare ed avevano paura. Insieme ad altri colleghi ci siamo dati da fare per salvare quante più vite possibili. Loro si sono tuffati in mare mentre io sono rimasto sulla barca in fiamme. Dopo la seconda esplosione siamo finiti tutti in acqua. L’ho preso – racconta – e poi ho chiamato il maresciallo Novelli che era a bordo della motovedetta e lui si è subito buttato in mare per darmi una mano perché non ce la facevo".
Proseguono le operazioni di identificazione delle due vittime. Si tratta di due uomini e e una donna. Dei migranti feriti, due rimangono in gravissime condizioni. Uno è stato trasferito nel reparto grandi ustionati dell’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi.
