"Se chiudi teatri, cinema, circhi, ci dovete pagare. Serve un reddito garantito per i lavorati dello spettacolo che non lavorano più per via della pandemia e dei Dpcm". E' l'allarme lanciato dai sindacati Cgil-Cisl-Uil Spettacolo. "Abbiamo diritto al rispetto dei nostri contratti - dicono - una definizione degli orari di lavoro e il rispetto delle norme di sicurezza".

E' l'allarme lanciato dai lavoratori che operano nel mondo della cultura e dello spettacolo in tutta Italia in diverse città. Anche a Vibo un gruppo di giovani ha voluto manifestare il proprio dissenso in piazza Martiri d'Ungheria contro le chiusure anti-Covid. Costretti a fermarsi nuovamente, costretti a stoppare la loro arte e creatività per la seconda volta negli ultimi mesi. Senza eventi si ferma il mondo legato alla cultura in genere, allo spettacolo, alla musica, agli eventi.

"Lo Stato ci deve tutelare - afferma Massimo Cappuccio - in questo momento così difficile. Senza eventi si ferma tutto. Se non possiamo lavorare, vogliamo essere sostenuti. In questi mesi non ho ricevuto nulla perchè non sono titolare di P. Iva, ad agosto abbiamo lavorato, ma ora siamo costretti a fermarci di nuovo. La paura più grande è non riuscire ad andare avanti, se sto fermo altri due mesi non so come fare".

Emanuela Minasi è proprietaria di una ludoteca a Vibo Marina: "Ci ritroviamo a chiudere e viene penalizzato nuovamente il settore che riguarda i bambini. Abbiamo riaperto il 15 giugno dopo tre mesi di chiusura, abbiamo investito per adeguare i locali come il governo ci ha richiesto e ora ci viene detto no ai parchi tematici, no alle feste, sì alla ludoteca, ma i bambini che vengono da noi amano giocare, divertirsi e non possiamo tenerli seduti. E' stata diffusa una violenza psicologica da tempo ormai e le mamme non portano più i bambini in ludoteca. Abbiamo ricevuto gli incentivi, ma sono serviti a ben poco. Abbiamo delle spese importanti, a maggio 2021 la nostra attività compirà tre anni. Abbiamo un affitto imponente e le tasse. Abbiamo paura di non farcela, abbiamo investito 30mila euro e finora abbiamo visto solo debiti. Vogliamo avere solo la possibilità di lavorare in piena libertà come tutti".

Alla protesta degli artisti in piazza a Vibo era presente anche un nutrito gruppo di esponenti di Fratelli d'Italia, tra cui la vicecoordinatrice provinciale, Maddalena Basile: "Siamo vicini a tutte queste attività che hanno fatto grandi sacrifici in questi ultimi mesi. Conte non fa altro - sottolinea la Basile - che vessare chi era già chiuso ed è un indice del fallimento completo del governo. Questi ragazzi sono molto delusi e non credo proprio che una palestra, o una ludoteca, o un ristorante, o chi opera nel mondo dello spettacolo, sia portatrice di una trasmissione del virus. Sono le classi più deboli che stanno pagando ed era prevedibile che ci fossero proteste. Il governo se ne deve andare a casa".

(f. i.).