La questione dei depositi costieri nell’area portuale di Vibo Marina torna a infiammare il dibattito politico. Al centro della polemica c’è il futuro della Meridionale Petroli e la presunta volontà, da parte degli enti sovracomunali, di rinnovare la concessione per lo smistamento carburanti per altri vent'anni. Una direzione che si scontra frontalmente con la linea tracciata dal Comune.

​La delibera storica e l’impegno del sindaco

​Il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Francesco Colelli, ricorda con forza l'atto politico che avrebbe dovuto segnare la svolta: «Nel marzo 2025, con una storica delibera di consiglio comunale votata all'unanimità dei presenti, si è dato mandato al sindaco di predisporre tutte le procedure affinché si delocalizzassero i depositi costieri dall'area portuale». Un percorso che, secondo Colelli, il primo cittadino sta seguendo con coerenza: «È una delibera correttamente portata avanti dal sindaco Enzo Romeo, per quanto nelle proprie possibilità».

​L'accusa agli enti: "Città presa in giro"

​Il nodo della questione riguarda però gli altri attori istituzionali coinvolti. Colelli non usa mezzi termini nei confronti di Autorità di Sistema Portuale, Regione Calabria, Capitaneria e Ministero: «Mi pare vogliano prendere in giro per l'ennesima volta questa città, rinnovando per ulteriori 20 anni la concessione per il sito di smistamento carburanti. Non è accettabile che si manchi di rispetto ad una presa di posizione coraggiosa che vorrebbe, finalmente, dare uno sbocco diverso all'area di Vibo Marina».

​Un appello alla mobilitazione collettiva

​Per il capogruppo PD, la battaglia non può essere condotta solo dall'amministrazione, ma necessita di un fronte comune: «Credo che nell'immediatezza tutti i partiti e tutti i gruppi politici si dovrebbero mobilitare per dare maggiore forza all'amministrazione in una trattativa che rischia di trasformare la città, in modo scientifico, in spettatore pagante». ​L'obiettivo è chiaro: anteporre il bene comune agli interessi privati. «Il profitto dei singoli non può prevalere sullo sviluppo e sul benessere della pluralità», incalza Colelli, arrivando a prospettare azioni eclatanti: «Siamo disposti a tutto, anche a costo di chiudere con un cancello l'ingresso all'area. Serve uno scatto d'orgoglio: Meridionale Petroli deve capire che non si può ignorare il volere popolare».