"Strage dell'Epifania", nel Vibonese si ricordano le vittime innocenti di 'ndrangheta
"C’è un limite a tutto. Anche all’arroganza del potere. E questa volta, il sindaco lo ha ampiamente superato.
Con una delibera di giunta comunale, ha deciso – senza confronto, senza discussione, senza nemmeno una parvenza di dibattito democratico – di cambiare il nome della piazza principale della nostro paese. Un luogo simbolo, carico di memoria, identità e storia condivisa, trasformato in uno spot politico unilaterale. Non un passaggio in Consiglio Comunale. Non una parola ai consiglieri, né di maggioranza né di opposizione. Nulla ai cittadini, che di quella piazza vivono ogni giorno, tra mercati, manifestazioni e incontri. Tutto deciso da pochi, in una stanza chiusa. Questa non è amministrazione. È propaganda. È l’uso spregiudicato delle istituzioni per fini personali o ideologici, a scapito della trasparenza e della partecipazione".
Il duro affondo arriva dal consigliere comunale di minoranza Giuseppe Alibrandi, che punta il dito contro il primo cittadino. Sotto accusa finisce la delibera di Giunta comunale n.20 dell'11 marzo scorso, rubricata "Cambio di denominazione della Piazza comunale con intitolazione ai signori Onofrio Addesi e Francesco Augurusa, vittime innocenti della strage dell'Epifania del 6 gennaio 1991.
"La piazza principale del comune di Sant'Onofrio è attualmente denominata "Piazza Umberto I” - si legge nella delibera -, il giorno 6 gennaio 1991, il comune di Sant'Onofrio è stato teatro di un tragico evento conosciuto come "la strage dell'Epifania", nel corso del quale hanno perso la vita i Sigg. Onofrio Addesi e Francesco Augurusa, vittime innocenti di una sanguinosa faida di 'ndrangheta. Tale evento - si legge ancora - ha profondamente segnato la memoria collettiva della comunità locale, rappresentando una delle pagine più dolorose della storia di questo territorio. A distanza di oltre trent'anni, è doveroso conservare e tramandare alle nuove generazioni la
memoria di quanto accaduto, affinché simili tragedie non abbiano più a ripetersi". Pertanto, l'intitolazione della piazza comunale a Onofrio Addesi e Francesco Augurusa rappresenta un atto di riparazione morale e un doveroso tributo alla memoria di cittadini innocenti le cui vite sono state tragicamente spezzate dalla violenza mafiosa", e tale iniziativa "si inserisce nel più ampio impegno dell'Amministrazione comunale nella promozione della cultura della legalità e nel contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata".
Tuttavia, qualcosa non quadra al consigliere comunale di minoranza. "Essendo inesperto di politica - prosegue - il sindaco non capisce che una tale proposta, in Consiglio comunale avrebbe potuto ricevere solamente il bene placito unanime di tutti i consiglieri che rappresentano l’intera cittadinanza, rendendo la deliberazione più forte e carica di un significato condiviso da tutta la cittadinanza piuttosto che dai pochi come in questo caso. E poi, qual era l’urgenza di dichiarare la deliberazione immediatamente eseguibile? L’obiettivo è chiaro a tutti, il sindaco sta facendo della piazza il suo biglietto da visita, il tentativo di lasciare il suo segno nella storia a tutti i costi. Cambiare il nome della piazza principale non è un dettaglio tecnico: è una scelta che tocca l’identità del paese, la memoria collettiva, i sentimenti dei suoi abitanti. Merita rispetto, non blitz autoritari. Ci chiediamo: cosa verrà dopo? Quante altre decisioni verranno prese nel chiuso degli uffici, calpestando la voce del Consiglio e dei cittadini? Ormai siamo abituati a tutto. Farebbe bene il sindaco a non pensare alle etichette e a dedicarsi di più all’attività amministrativa, alla trasparenza e alla vigilanza delle procedure comprese contratti, affidamenti diretti e proroghe oltre che ad imparare a rispettare le istituzioni, visto che si professa un uomo di stato, e questi casi, rappresentano anche rispetto delle istituzioni", conclude il consigliere comunale di opposizione.
