Cosenza, sfiducia a Occhiuto: Salerno chiede di nuovo la testa della Santelli
Il consigliere regionale di Forza Italia imputa alle scelte della coordinatrice gli attuali disastri del partito e invoca le dimissioni della responsabile calabrese azzurra
Le dimissioni di Roberto diventano l'occasione per mettere nuovamente in discussione Jole Santelli. Dopo qualche settimana di tregua, all'attacco della responsabile calabrese azzurra va Nazzareno Salerno che già in passato aveva manifestato le sue perplessità: "La situazione deflagrata su Cosenza - tuona Salerno - è la conferma di una fallimentare gestione di Forza Italia a livello regionale caratterizzata da tensioni derivanti dall’incapacità di trovare equilibri e di svolgere un efficace ruolo di mediazione. Non solo è mancato un dialogo costruttivo, ma sono stati alimentati sospetti e incertezze in un contesto di anarchia nel partito".
L'affondo. Poi rincara la dose: "Se a Cosenza, città della coordinatrice regionale, succede questo, è evidente l’assenza di una guida riconosciuta. Di più, viene certificata la mancanza assoluta di presenza sul territorio, di attività di partito, di corretta interazione. Chi è responsabile di questo sfascio deve assumersi le proprie responsabilità senza cercare espedienti e strategie di temporeggiamento: Jole Santelli deve rassegnare le sue dimissioni consentendo una reale riorganizzazione di un partito che ha la forza per rinascere e tornare ad essere un punto di riferimento per tutto l’elettorato di centrodestra e per quei cittadini che, pur non avendo una connotazione politica definita, non si riconoscono negli schemi e nei metodi della sinistra".
Appello al leader. "Il presidente Berlusconi, con il suo carisma e la sua indiscussa leadership - sostiene Salerno - faccia definitivamente chiarezza e individui la personalità più idonea per avviare il processo di ricostruzione. Bisogna infatti agire con celerità: la posizione assunta dall’amico Gianluca Morrone, coordinatore provinciale di Forza Italia e presidente del consiglio comunale, è il frutto di un malessere diffuso che esprime un segnale allarmante. Il nostro partito deve essere inclusivo e valorizzare gli uomini che possono dare un serio contributo al partito ed alla comunità. Scelte casuali, non condivise o addirittura dettate da interessi specifici portano a gravi allontanamenti. Occorre ripartire dai nostri valori e per fare ciò deve essere ricostituito quel senso di appartenenza che è stato annacquato a causa di azioni ingiustificate e controproducenti. In una città come Cosenza non ha senso non presentare il simbolo del partito, il messaggio sarebbe devastante. Basta con la vaghezza e la superficialità: si deve cambiare e subito". (Red 3)
