Il pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Catanzaro, Calcagno, ha richiesto l'ergastolo per Salvatore Lo Bianco, 51 anni, alias “U gniccu”, e Rosario Lo Bianco, 55 anni, in relazione all'omicidio di Filippo Piccione avvenuto il 21 febbraio 1993 in pieno centro a Vibo Valentia. La richiesta è stata avanzata davanti alla Corte d’Assise di Catanzaro.

Salvatore Lo Bianco è difeso dagli avvocati Vincenzo Gennaro, Raffaele Manduca e Giuseppe Orecchio, mentre Rosario Lo Bianco, genero del defunto boss Carmelo Lo Bianco, è rappresentato dall’avvocato Patrizio Cuppari.

Durante la sua requisitoria, il pm ha ricostruito tutte le fasi investigative della vicenda, basandosi sull'indagine condotta dai carabinieri del Ros e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Vibo Valentia. Questa indagine è nata da uno stralcio del procedimento “Rinascita – Scott”. Secondo le ricostruzioni, l'omicidio di Piccione sarebbe stato deciso dai vertici della cosca Lo Bianco come vendetta per l'uccisione di Leoluca Lo Bianco, avvenuta il 1 febbraio 1992 nelle campagne di Vibo Valentia. Le investigazioni hanno rilevato che i colpi di fucile che causarono la morte di Leoluca Lo Bianco erano stati esplosi dall'interno di una proprietà di Piccione, alimentando così il sospetto della cosca su un suo coinvolgimento.

Prima di essere ucciso, Piccione aveva denunciato una serie di danneggiamenti che attribuiva alla persona poi uccisa l'anno precedente. L’indagine su quell’omicidio, inizialmente archiviata, era stata riaperta nel 2018. Andrea Mantella, un collaboratore di giustizia, aveva dichiarato che Piccione era una "vittima innocente di mafia" e che non aveva alcuna responsabilità nella morte di Leoluca Lo Bianco, eliminando così ogni dubbio sul suo coinvolgimento.

I familiari della vittima si sono costituiti parte civile nel processo, assistiti dagli avvocati Francesco Gambardella e Danilo Iannello. Le conclusioni delle parti civili sono state presentate ieri, mentre l’11 luglio sarà il turno delle difese, che precederà la camera di consiglio e la sentenza.